Lampedusa, la marineria lancia l’allarme: “Non possiamo continuare a pescare relitti invece di pesci”

redazione

Lampedusa, la marineria lancia l’allarme: “Non possiamo continuare a pescare relitti invece di pesci”

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domenica 23 Agosto 2026 - 16:38

“Siamo stanchi di chiedere aiuto. La filiera della pesca rischia di morire”. Cristaldi: “Pulizia dei fondali e rimozione dei relitti sono indispensabili per tutta la pesca siciliana. Siamo stanchi di chiedere aiuto alle autorità competenti per il disastro economico che continuiamo a subire a causa delle imbarcazioni dei migranti affondate nelle nostre acque nazionali”.

È l’allarme lanciato da Totò Martello, consigliere comunale e presidente del Cogepa di Lampedusa, il consorzio che rappresenta la marineria di Lampedusa e Linosa, dopo l’ennesimo episodio in cui la rete di un peschereccio ha riportato a galla i resti di un’imbarcazione metallica utilizzata per la traversata dei migranti.

“Aspettare la morte dell’intera filiera della pesca nell’isola di Lampedusa è oltraggioso e immorale – sottolinea Martello –. Non possiamo continuare a prendere barche invece di pesci. Non possiamo aspettare la fine per dichiararci falliti, anche considerando il costo esoso del gasolio che ha già messo in ginocchio tutta la marineria di Lampedusa. Chiediamo di essere ricevuti al più presto dall’assessore regionale alla Pesca. È necessario affrontare concretamente un problema che non può più essere rinviato”.

A sostenere l’allarme della marineria lampedusana è Nicola Cristaldi, già sindaco di Mazara del Vallo, secondo il quale la questione riguarda un’area molto più vasta e coinvolge l’intero comparto ittico siciliano.

“La vicenda non riguarda soltanto la marineria di Lampedusa – afferma Cristaldi – ma anche quella proveniente da altri porti siciliani, abituata a pescare in quelle acque pescose e profonde”.

Per Cristaldi, dunque, occorre intervenire sui fondali e affrontare definitivamente la presenza dei relitti.

L’emergenza sollevata dalla marineria pone quindi al centro la necessità di un intervento coordinato per la messa in sicurezza dei fondali, la rimozione dei relitti e la tutela dell’attività dei pescatori, affinché il patrimonio marittimo e produttivo delle isole e dei porti siciliani non venga ulteriormente compromesso.

La richiesta è ora rivolta alla Regione: la marineria chiede un confronto immediato e misure concrete prima che le difficoltà economiche diventino irreversibili.

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