L’emergenza legata all’attività dell’Etna ha trasformato Trapani Birgi in uno degli snodi della risposta aeroportuale siciliana. Le limitazioni operative che hanno interessato lo scalo di Catania hanno determinato un consistente trasferimento di traffico verso il Vincenzo Florio, chiamato a gestire in meno di una settimana più di 100 voli aggiuntivi.
Complessivamente sono stati oltre 15 mila i passeggeri dirottati a Trapani, in aggiunta ai flussi già previsti dalla programmazione della stagione estiva.
Un incremento improvviso che ha richiesto uno sforzo organizzativo significativo: compagnie aeree, personale aeroportuale, operatori di handling, forze dell’ordine, Protezione civile e volontari hanno dovuto operare in condizioni di forte pressione per assicurare la gestione dei passeggeri e degli aeromobili e mantenere la continuità delle operazioni.
«Dietro ogni volo aggiuntivo ci sono soprattutto persone», evidenzia il presidente di Airgest Salvatore Ombra, che ha rivolto un ringraziamento alle professionalità impegnate in questi giorni nell’attività dello scalo.
La gestione dell’emergenza, per Airgest, rappresenta anche una dimostrazione della capacità del sistema aeroportuale trapanese di mettere a disposizione risorse e organizzazione quando le condizioni lo richiedono.
Ma l’esperienza di questi giorni porta con sé anche una riflessione più ampia sul sistema dei trasporti dell’Isola. Secondo Ombra, la crisi determinata dall’attività vulcanica conferma la necessità di una rete aeroportuale siciliana capace di operare in maniera integrata, consentendo agli scali di sostenersi reciprocamente nelle situazioni di emergenza.
Il ruolo di Trapani Birgi, dunque, va oltre la dimensione strettamente territoriale. In questa fase lo scalo si è trovato a svolgere una funzione di supporto all’intero sistema regionale, contribuendo a ridurre l’impatto sui passeggeri delle difficoltà operative generate dall’Etna.
«Trapani non è soltanto un aeroporto al servizio del proprio territorio. Quando serve, Trapani c’è», afferma Ombra, indicando proprio nell’affidabilità e nella capacità di reagire agli imprevisti la funzione che il Vincenzo Florio intende continuare a svolgere nel sistema aeroportuale siciliano.