Amisos, chiarito il giallo dei marinai morti sbarcati a Trapani: il monossido di carbonio

redazione

Amisos, chiarito il giallo dei marinai morti sbarcati a Trapani: il monossido di carbonio

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martedì 11 Agosto 2026 - 01:14

Potrebbe essere vicina a una svolta l’inchiesta sulla morte dei due marittimi turchi trovati senza vita a bordo della nave maltese Amisos, attualmente posta sotto sequestro al molo Ronciglio di Trapani. Secondo quanto emerso dagli accertamenti autoptici disposti dalla Procura di Marsala, i due uomini sarebbero deceduti a causa di una grave intossicazione da monossido di carbonio, che avrebbe provocato l’asfissia. Per completare il quadro medico-legale restano ancora alcuni esami, tra cui quelli istologici, ma l’ipotesi investigativa principale sembra indirizzarsi verso un tragico incidente sul lavoro.

L’allarme era scattato il 21 luglio, quando l’Amisos, partita dalla Germania e diretta in Turchia con un carico di pneumatici triturati, aveva richiesto assistenza mentre si trovava in acque internazionali. I due marittimi, entrambi di nazionalità turca, sarebbero entrati in una zona della stiva per effettuare alcune verifiche. È proprio in quel frangente che si sarebbe consumata la tragedia. Uno dei due uomini, dopo aver accusato un malore, sarebbe stato raggiunto dal collega nel tentativo di prestargli soccorso. Anche il secondo marittimo, però, sarebbe rimasto esposto alle esalazioni, perdendo a sua volta la vita.

A intervenire per il recupero dei corpi è stata la Capitaneria di porto di Mazara del Vallo, che ha successivamente trasferito le salme a Marsala per gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria. L’Amisos, non potendo attraccare nel porto marsalese, è stata successivamente condotta nello scalo di Trapani, dove è tuttora sottoposta a sequestro. A bordo sono intervenuti anche i Vigili del fuoco del nucleo Nbcr, impegnati nelle verifiche relative alle condizioni di sicurezza della nave e al materiale trasportato. L’inchiesta presenta inoltre un profilo internazionale. L’Amisos batte infatti bandiera maltese e, al momento dell’incidente, si trovava in acque internazionali. Una volta completati gli accertamenti, la Procura di Marsala dovrebbe quindi trasmettere gli atti alle autorità di Malta, alle quali spetteranno gli ulteriori sviluppi dell’indagine.

La nave potrebbe lasciare Trapani nei prossimi giorni per fare rotta proprio verso Malta. Resta ora da completare il quadro degli accertamenti medico-legali, che dovranno fornire gli ultimi elementi utili a ricostruire con precisione quanto accaduto a bordo.

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