Antimafia, stretta nel trapanese: 18 provvedimenti nel 2026. Ci sono ristoranti e anche una cantina

redazione

Antimafia, stretta nel trapanese: 18 provvedimenti nel 2026. Ci sono ristoranti e anche una cantina

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venerdì 12 Giugno 2026 - 16:10

Prosegue l’azione della Prefettura di Trapani a tutela dell’economia legale e contro il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto produttivo della provincia. Dal 1° gennaio ad oggi, la Prefetta di Trapani, Daniela Lupo, ha adottato complessivamente diciotto provvedimenti antimafia che hanno portato alla definizione con esito interdittivo di ventitré richieste sulla Banca Dati Nazionale Antimafia (BDNA). Tra i provvedimenti emessi figurano tre misure di prevenzione collaborativa nei confronti di altrettante imprese agricole con sede ad Alcamo e un diniego di iscrizione nelle white list per una ditta del settore movimento terra, anch’essa alcamese. Le altre interdittive hanno interessato un’associazione culturale e diverse attività economiche operanti nei settori della panificazione, della ristorazione, della vendita di frutta e verdura, della coltivazione di cereali destinati al foraggio, dell’allevamento di ovini e caprini, dell’edilizia, dei servizi di corriere e delle sale giochi. Le imprese coinvolte hanno sede nei comuni di Trapani, Buseto Palizzolo, Campobello di Mazara, Marsala e Mazara del Vallo.

L’attività della Prefettura, che coordina il Gruppo Interforze Antimafia, punta a salvaguardare l’ordine pubblico economico, garantire condizioni di libera e leale concorrenza tra le imprese e assicurare il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione, tutelando al contempo la dignità dei lavoratori. I numeri confermano l’intensità dell’azione di contrasto. Nel corso del 2025 erano stati adottati cinquantasei provvedimenti interdittivi, con la chiusura con esito negativo di settanta richieste sulla piattaforma BDNA. Tra questi figuravano due dinieghi di iscrizione nelle white list e due provvedimenti di prevenzione collaborativa nei confronti di una cantina sociale e di un’impresa del settore immobiliare.

Le misure avevano interessato aziende operanti nei servizi funerari e cimiteriali, nella ristorazione, nell’edilizia, nel commercio all’ingrosso di ortofrutta, nell’allevamento, nella pastorizia e nel trasporto merci. Le ditte coinvolte avevano sede a Trapani, Alcamo, Calatafimi Segesta, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo e Petrosino. L’attività di prevenzione si inserisce inoltre nel quadro della collaborazione istituzionale tra la Prefettura e le Autorità giudiziarie di Palermo, Trapani, Marsala e Sciacca, rafforzata dal protocollo operativo sottoscritto il 5 marzo 2025. Un’intesa che mira a consolidare le strategie di prevenzione antimafia e a rendere ancora più efficace il monitoraggio dei tentativi di infiltrazione criminale nell’economia legale del territorio.

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