Il comitato Salviamo Lo Stornello e le Egadi ha appreso che il 13 maggio è stata notificata una diffida all’architetto Monica Modica nella qualità di coordinatrice del comitato stesso. La diffida è stata presentata da una società che si ritiene diffamata dalle azioni del comitato e che ha chiesto la rimozione immediata entro 24 ore dei post ritenuti lesivi dell’immagine della società. Il Comitato dice di non aver mai fatto riferimento ad alcuna società in particolare né ha inteso mai diffamare alcuno, ma ha denunciato la prassi del silenzio assenso orizzontale tra amministrazioni – come Soprintendenza e Asp – nel rilascio delle autorizzazioni sia demaniali sia su terreni privati che sta velocemente aumentando il carico urbanistico delle isole Egadi, in special modo dell’Isola di Favignana.
“Tale prassi, facilmente riscontrabile dall’esame delle determine pubblicate sugli albi pretori e sui portali dei vari enti coinvolti, sta trasformando anche le ultime aree incontaminate del territorio egadino, esemplificativamente le località Pirreca, Cala Rotonda o Cala Rossa in aree antropizzate, senza alcun conto dei risvolti paesaggistici ma anche di sfruttamento delle risorse (acqua, suolo) e di produzione di reflui, in assenza di rete fognaria. A difesa dell’architetto Modica e di tutti i membri del Comitato, si respingono con fermezza le accuse di diffamazione, ribadendo che un comitato civico è un’organizzazione spontanea di cittadini che si aggregano per tutelare interessi collettivi, promuovere il bene comune o raggiungere specifici obiettivi sociali, territoriali o politici – afferma il Comitato -. È superfluo dover precisare che il nostro scopo è proprio quello di sensibilizzare le amministrazioni di tutti i livelli affinchè verifichino le motivazioni delle inadempienze degli Enti deputati alla verifica della compatibilità ambientale o sanitaria di opere da realizzarsi in luoghi ad altissima tutela ambientale”.
Ed infatti, l’attività di denuncia sui social effettuata dal Comitato ha determinato l’interesse di politici e amministratori di livello locale, regionale e nazionale, sensibili all’argomento portando a interrogazioni presso il Parlamento regionale e nazionale, diffuse poi a mezzo stampa. “Questa azione legittima non può essere messa a tacere con accuse di diffamazione poiché rientra nelle finalità garantite per legge ai comitati civici e a tutti i cittadini che possono esprimere il proprio dissenso critico verso attività o operazioni che si ritengono lesive di interessi pubblici superiori a qualsiasi interesse privato, primo fra tutti la tutela ambientale”, ha affermato.
Al fine di evitare contenziosi, il Comitato ha già provveduto ad eliminare alcuni post ritenuti diffamatori, sebbene non lo fossero, e tuttavia non può non esprimere un profondo rammarico, ravvisando in certe operazioni, l’intenzione di voler indebolire l’azione di liberi cittadini che hanno solo l’interesse di difendere l’interesse pubblico di un territorio fragile. L’azione del Comitato non si fermerà e proseguirà seria sollecitando l’attenzione della politica e delle amministrazioni che hanno il dovere di controllare che l’interesse pubblico resti commisurato a quello privato. Negli ultimi mesi il Comitato è cresciuto, a dimostrazione che le battaglie portate avanti sono condivise da molti cittadini e che la strada intrapresa è quella giusta.