Scontro politico a Trapani, Fratelli d’Italia: “Il sindaco Tranchida venga in aula”

redazione

Scontro politico a Trapani, Fratelli d’Italia: “Il sindaco Tranchida venga in aula”

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lunedì 13 Aprile 2026 - 15:09

Si accende il clima politico attorno al recente botta e risposta tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo. A intervenire con una presa di posizione netta è Fratelli d’Italia, che chiede un chiarimento istituzionale “serio e trasparente”. Il partito punta il dito contro le dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino in conferenza stampa, ritenendo non più rinviabile un confronto nelle sedi ufficiali. “Alla luce delle allusioni e delle affermazioni emerse – si legge nella nota – riteniamo necessario che il dibattito torni in aula, luogo naturale del confronto democratico”.

Fratelli d’Italia esprime inoltre “piena solidarietà” a Mazzeo per quelle che definisce “gravi accuse” mosse dal sindaco. Accuse considerate “ingiustificate e strumentali”, soprattutto perché – sottolinea il partito – il presidente del Consiglio comunale si sarebbe limitato a rappresentare i fatti. Nel mirino anche il metodo comunicativo dell’Amministrazione. “È inaccettabile che il sindaco scelga di intervenire esclusivamente attraverso conferenze stampa o dichiarazioni unilaterali, evitando sistematicamente il contraddittorio in Consiglio comunale”, si legge ancora nella nota. Da qui la richiesta formale: la presenza del sindaco in aula. Un passaggio ritenuto fondamentale per ristabilire un confronto diretto e pubblico sui temi politici e amministrativi. “Noi abbiamo sempre garantito la nostra disponibilità al dialogo – prosegue Fratelli d’Italia – ma i cittadini meritano risposte immediate, pubbliche e trasparenti”.

Il partito descrive inoltre un quadro definito “preoccupante”: scarsa presenza del sindaco, interventi rari degli assessori e una maggioranza che, quando presente, faticherebbe a fornire risposte, rinviando spesso a comunicazioni scritte. Una dinamica che, secondo l’opposizione, evidenzierebbe una mancanza di indirizzo politico chiaro. Da qui la conclusione, che suona come un invito ma anche come un ultimatum politico: “Il confronto si faccia in aula, non davanti ai microfoni. Il sindaco venga in aula e si assuma le proprie responsabilità”.

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