La prima notte di quiete

Michela Albertini

MammAvventura

La prima notte di quiete

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mercoledì 04 Marzo 2026 - 06:50

Nel mezzo di una notte della mia vita

Mi ritrovai a pensare fra me e me

“Nessun pianto amaro o

alto lamento giunge al mio udir”.

Pensai che morte le avesse colte,

le mie due figliuole,

luce de l’alma e

molesta e importuna noia.

E io, che tutto in attento udire stava,
porsi l’orecchio al suon che quivi gemea.

Non udiva alcun suono,

Non vedea persona alcuna,

Nel mio letto alcuna fanculla giacea.

E l’alma mia, piena di grave timore,
S’aggravava di pensier tristi e funesti.

Mi levai, lasciando il letto deserto

E mi volsi verso la stanza loro.

E davanti a me si mostrò visione mirabile,
E l’anima tremava a veder cose sì ineffabili.

Al termine di un decennio gravoso,

Avean dormito tutta la notte nel lor letto.

Nel lor giaciglio stavano sicure e tranquille,
E il sonno ogni affanno avea tolto loro.

Mi trassi alla mia camera,

io per prima e mio marito secondo,
tanto ch’io vidi ancora il sonno
che porta la notte.

Posammo il cor e il corpo in quiete

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

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