La Corte di Giustizia sospende l’azione dell’Agenzia delle Entrate contro il Trapani Calcio: “Battaglia di dignità”

redazione

La Corte di Giustizia sospende l’azione dell’Agenzia delle Entrate contro il Trapani Calcio: “Battaglia di dignità”

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venerdì 13 Febbraio 2026 - 11:41

La FC Trapani 1905 Srl e la Trapani Shark s.s.d. a r.l. annunciano un passaggio fondamentale nella complessa vicenda che ha colpito le due società granata. Come annunciato ieri, la Corte di Giustizia Tributaria di Primo Grado di Trapani ha emesso un verdetto che segna una svolta cruciale per la crociata legale delle società di Valerio Antonini: ha accolto l’istanza cautelare presentata dal Trapani Calcio, sospendendo immediatamente l’efficacia dell’atto impositivo emesso dall’Agenzia delle Entrate. Nel merito, l’udienza è stata fissata, per entrambe d’urgenza, l’8 maggio 2026. Un primo, fondamentale passo verso la verità e la giustizia.

In un comunicato ufficiale, le società granata affermano: “Lo stesso ricorso riguardava anche la Trapani Shark, ma per il basket non è stata riconosciuta l’urgenza della sospensione: la società era già stata vergognosamente esclusa dal campionato, rendendo – secondo la Commissione – superfluo un intervento cautelare immediato. Una motivazione che grida vendetta e che rivela tutta la brutalità subita. Entrambe le nostre società – calcio e basket – sono state violentate da decisioni arbitrarie, da penalizzazioni ingiuste, da esclusioni scandalose che hanno devastato campionati, progetti, sogni e l’intera passione granata. Ma oggi la bilancia inizia a inclinarsi dalla parte della ragione. Il Trapani Calcio presenterà immediatamente un reclamo d’urgenza alla FIGC per la restituzione degli 11 punti sottratti ingiustamente: non possiamo più aspettare, anche perché la fine della stagione è prevista per il 3 Maggio e quindi i punti dovranno essere subito riaccreditati con la sospensione della pena. La Trapani Shark, nel frattempo, preparerà nei prossimi giorni la richiesta di risarcimento danni milionari, confidando che l’udienza dell’8 maggio restituisca con certezza il titolo di Serie A che ci è stato strappato con la forza. Parallelamente, è in fase di definizione l’istanza cautelare al TAR contro il Comune di Trapani, con richiesta di risarcimento multimilionario per la violenza subita, gli atti illegittimi e lo scasso con furto del PalaShark: quel palazzetto tornerà a breve nelle nostre mani, non c’è il minimo dubbio. Dispiace che a pagare più avanti saranno i trapanesi ma queste sono le conseguenze della rielezione di certi elementi alla guida della Città”.

Il Trapani Calcio proseguirà con determinazione, afferma, le due cause già avviate contro il Libero Consorzio di Comuni, “… una penale per tentata estorsione, indebito arricchimento e appropriazione indebita, e una civile per il recupero degli investimenti (oltre 3 milioni di euro) e attende con impazienza il rinvio a giudizio di Tranchida, Amenta, Quinci, Falcone, Gandolo, degli enti da loro rappresentati, del Gruppo Alfieri e del signor Vulpetti per i reati commessi a vario titolo contro le nostre società, a partire dalla truffa dei crediti che ha generato questa catena di disastri. In tutto questo marasma di ingiustizie, una cosa emerge con chiarezza cristallina: il silenzio assordante della stampa locale. Dove sono finiti i titoli cubitali? Dove le inchieste? Dove le domande scomode? La stampa trapanese ha scelto ancora una volta di stare a 90 gradi con il potere istituzionale locale, di girare la testa dall’altra parte, di non disturbare i manovratori mentre le nostre società venivano massacrate. Un’informazione compiacente, servile, che ha contribuito a isolare una città intera e a lasciare soli i veri tifosi. A voi, alla parte sana, onesta, appassionata della tifoseria granata: aprite gli occhi. Non lasciatevi ingannare dal racconto ufficiale, dalle versioni edulcorate, dal conformismo che ha dominato finora. Questo non è più solo calcio o basket: è una battaglia per la dignità, per il diritto di esistere, di competere, di vincere senza essere pugnalati alle spalle da chi dovrebbe tutelarci. Siamo solo all’inizio. Il Presidente Antonini non mollerà un centimetro, come avete intuito. Combatteremo in ogni sede, sportiva, tributaria, penale e civile, fino a quando non Riporteremo la chiesa al centro del villaggio”.

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