A Trapani si costituisce il Comitato del “Sì” al Referendum sulla Riforma della Giustizia

redazione

A Trapani si costituisce il Comitato del “Sì” al Referendum sulla Riforma della Giustizia

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venerdì 13 Febbraio 2026 - 07:00

Il fronte del Sì si organizza costituendo il Comitato “Sì Riforma” in provincia di Trapani ed in vista del referendum sulla riforma della giustizia in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo. Alla guida del comitato l’avvocato Michele Guitta, nominato presidente. Con lui, tra i fondatori, Valerio Valenti (Giudice del Consiglio di Stato), Bartolo Giglio (Presidente dell’Associazione Alphaomega), Mario Parrinello (Segretario Provinciale UGL), e Livio Marrocco (Presidente della Fondazione Nova Civitas). La riforma della giustizia ha l’obiettivo di dare attuazione a quanto già previsto dalla Costituzione, ossia un giudice terzo e imparziale, dunque libero da ogni tipo di condizionamenti. È una riforma di portata storica, attesa da mezzo secolo e si articola in tre punti. Anzitutto, separare le carriere dei magistrati: i giudici e i pubblici ministeri avranno dei percorsi professionali distinti fin dall’inizio, con concorsi separati. Il primo appuntamento in programma per giorno 21 febbraio. Il conto alla rovescia è iniziato.

La riforma interviene poi anche sul Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo di natura costituzionale, da cui dipende di fatto la progressione in carriera dei magistrati: da troppo tempo, le logiche correntizie interne alla magistratura, hanno finito per essere centri di potere per la gestione delle nomine. Come effetto coerente della separazione delle carriere, saranno formati due CSM, uno per i giudici e un altro per i pubblici ministeri, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Il peso delle correnti viene affievolito col sorteggio, al posto della elezione diretta, per stabilire chi ne farà parte. La riforma istituisce, infine, un’Alta Corte disciplinare, che, invece del CSM – come avviene adesso – dovrà valutare gli eventuali illeciti disciplinari dei magistrati, garantendo un doppio grado di giudizio. Sul suo funzionamento non incideranno le correnti, e la sua composizione continuerà a garantire l’imparzialità di giudizio. «Vogliamo contribuire a un dibattito serio, basato sui contenuti», spiegano i promotori. «Il referendum è uno strumento di partecipazione diretta. Informarsi è il primo passo per scegliere consapevolmente». Si entra così nel vivo della campagna referendaria.

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