Nei giorni scorsi è stato reso pubblico l’avviso con cui il Libero Consorzio comunale di Trapani avvia la procedura di alienazione di numerosi beni immobili, inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari 2026–2028. Tra questi compare anche il Fondo Favorita – Podere Badia di Marsala, una decisione che sta suscitando forte preoccupazione. Il Podere Badia è una storica azienda agricola pubblica, estesa per quasi 200 mila metri quadrati, da sempre legata all’Istituto Agrario “Abele Damiani” e intrecciata con l’identità agricola, produttiva e formativa di Marsala. Per decenni ha rappresentato un presidio educativo e ambientale, un luogo di sperimentazione, studio e crescita per generazioni di studenti, oltre che un simbolo concreto del legame tra la città e la sua vocazione vitivinicola.

La proposta di Leonardo Curatolo
L’inserimento del Podere Badia tra i beni da vendere apre invece a uno scenario carico di incognite. Il rischio è quello di perdere definitivamente un patrimonio pubblico strategico, esponendo l’area a possibili speculazioni edilizie, senza alcuna garanzia sulla tutela della sua destinazione agricola e formativa. Una prospettiva che appare in netto contrasto con le esigenze di sviluppo sostenibile e con la storia stessa di Marsala. Proprio per evitare questo esito, nelle scorse settimane è stata avanzata una proposta alternativa: chiedere un finanziamento regionale per la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione del Podere Badia, trasformandolo da problema a opportunità. Un progetto che mira a recuperare e valorizzare un bene pubblico di grande pregio storico, architettonico e paesaggistico, restituendogli un ruolo centrale nella vita della città. La proposta arriva da Leonardo Curatolo leader di Marsala Futura, che aveva mesi fa annunciato la sua candidatura a sindaco di Marsala. “Alla luce di tutto questo – afferma – chiedo formalmente al Presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani di eliminare il Podere Badia dall’elenco dei beni da alienare, riconoscendone il valore strategico pubblico”.
Non perdere Badia ma potenziale le attività dell’Istituto Agrario
L’idea è quella di potenziare le attività didattiche e sperimentali dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”, oggi penalizzato da strutture inadeguate e in parte inagibili, ma anche di riportare a Marsala la Facoltà di Enologia, collocando la formazione universitaria in un contesto agricolo autentico e produttivo. Non solo: il Podere potrebbe aprirsi alla cittadinanza, ospitando funzioni sociali, culturali e ambientali, e diventare un polo di eccellenza per la ricerca, la formazione e l’innovazione nel campo dell’enologia e dell’agricoltura sostenibile. Curatolo si rivolge anche al governo cittadino: “Chiedo al sindaco di Marsala di assumere una posizione chiara e determinata a tutela di questo bene, facendosi promotore istituzionale di un progetto di recupero e rilancio condiviso con la Regione Siciliana, il mondo della scuola, dell’università e della filiera vitivinicola”. Secondo Marsala Futura, la posta in gioco va ben oltre una semplice operazione immobiliare. “Vendere il Podere Badia significherebbe rinunciare a una visione di sviluppo fondata sulla conoscenza, sull’agricoltura di qualità e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico”.