Trapani, Tranchida alza i toni su acqua e rifiuti: “Chi sbaglia paga”. Il 26 ottobre il confronto con l’Asp

Nicola Baldarotta

Trapani, Tranchida alza i toni su acqua e rifiuti: “Chi sbaglia paga”. Il 26 ottobre il confronto con l’Asp

Il sindaco annuncia verifiche incrociate sulle analisi per valutare la riapertura graduale delle utenze idriche. Intanto, nuove ordinanze per bonificare le discariche abusive dopo lo stallo sul PEF. Il primo cittadino annuncia anche una segnalazione ai revisori dei conti per accertare le responsabilità economiche

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domenica 18 Ottobre 2026 - 09:15

Emergenza idrica, rifiuti abbandonati e uno scontro politico che si sposta sempre più sul terreno delle responsabilità amministrative e finanziarie. È questo il quadro delineato dal sindaco Giacomo Tranchida durante la conferenza stampa di ieri, convocata al Chiostro di San Domenico per fare il punto sulle principali criticità della città.

Due i fronti sui quali l’amministrazione intende intervenire: da una parte la gestione dell’acqua nelle zone interessate dalla contaminazione della rete, dall’altra il ritorno delle discariche abusive e le conseguenze della mancata approvazione del Piano economico-finanziario dei rifiuti.

Sul fronte dell’acqua, Tranchida rivendica innanzitutto il risultato raggiunto nell’organizzazione del servizio sostitutivo attraverso le autobotti e il coinvolgimento degli autotrasportatori autorizzati.

“Abbiamo conseguito un buon risultato, che è quello di mettere al regime dentro percorsi di legalità tanti autotrasportatori”, ha dichiarato il sindaco, sottolineando anche la possibilità di recuperare le spese sostenute dai cittadini per il trasporto dell’acqua attraverso uno scomputo nelle bollette.

Un ristoro economico che, tuttavia, non cancella il disagio vissuto dalle famiglie costrette da mesi a fare i conti con le limitazioni nell’utilizzo dell’acqua.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 26 ottobre, quando si terrà l’incontro con l’Asp di Trapani per confrontare i risultati delle analisi effettuate dall’autorità sanitaria con quelli del Comune e dei laboratori incaricati, tra cui il laboratorio Baiato.

“Fare l’incrocio e la verifica delle analisi di Asp con quelle del Comune, del laboratorio Baiato ed altri e cominciare gradualmente a riaprire“, ha spiegato Tranchida, indicando così il percorso che potrebbe portare alla riattivazione delle utenze attualmente interessate dai provvedimenti di chiusura.

La data del 26 ottobre, però, non coincide con una riapertura automatica dei contatori. Saranno le verifiche tecniche e sanitarie a stabilire quali utenze potranno tornare gradualmente alla normalità, sempre in presenza delle necessarie garanzie sulla qualità dell’acqua.

Il tono del sindaco si fa decisamente più duro quando il discorso si sposta sulla situazione dei rifiuti. L’amministrazione si prepara ad adottare ordinanze per intervenire sulle aree interessate dagli accumuli e dalle discariche abusive, una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente con l’arrivo delle piogge autunnali.

Tranchida collega la necessità di queste misure straordinarie alla mancata approvazione del PEF e punta direttamente il dito contro i consiglieri comunali di opposizione.

“Mi determino nell’adottare alcune ordinanze per bonifiche straordinarie rifiuti causate dalla mancata approvazione del PEF, da questo atteggiamento indicibile, irresponsabile dei consiglieri di opposizione“, ha affermato.

Secondo il primo cittadino, il ricorso agli interventi straordinari comporterà ulteriori spese a carico del bilancio comunale, con conseguenze indirette per la collettività.

“È ovvio che questa ordinanza di bonifica straordinaria graverà poi sempre sul bilancio e indirettamente sui cittadini onesti“, ha aggiunto, evidenziando il rischio che i costi delle operazioni di pulizia finiscano per ricadere sulla comunità.

La questione non riguarda soltanto il decoro urbano. Gli accumuli di rifiuti possono infatti compromettere la sicurezza della circolazione, ostacolare il deflusso delle acque piovane e creare problemi igienico-sanitari. Da qui la necessità di intervenire in tempi rapidi per ripristinare condizioni adeguate nelle aree maggiormente colpite.

È però sul terreno delle responsabilità che la vicenda assume una dimensione apertamente politica. Il sindaco ha annunciato che porterà la questione all’attenzione dei revisori dei conti, nell’ambito delle verifiche e della relazione destinata alla Corte dei Conti.

“Siccome non è corretto, causa-effetto, segnalerò ai revisori per la relazione che stanno facendo alla Corte dei Conti per capire di chi sono realmente le responsabilità che sono assolutamente evidenti“, ha dichiarato.

L’obiettivo annunciato è quello di ricostruire le conseguenze economiche dello stallo sul PEF e individuare eventuali responsabilità rispetto ai costi aggiuntivi che il Comune sarà chiamato a sostenere per le bonifiche straordinarie.

Si tratta, al momento, della posizione espressa dal sindaco. L’eventuale accertamento delle responsabilità contabili e amministrative spetterà agli organi competenti, sulla base degli atti e delle verifiche previste.

La contrapposizione con l’opposizione si inserisce in una vicenda che nelle ultime settimane ha già alimentato un acceso confronto a Palazzo Cavarretta, tra la mancata approvazione del piano finanziario dei rifiuti, le tariffe TARI e le ricadute sull’organizzazione del servizio di igiene urbana.

“La politica non può abusare del proprio potere”

La conclusione dell’intervento di Tranchida è un attacco diretto a chi, secondo il sindaco, avrebbe contribuito a determinare l’attuale situazione.

“La politica non può abusare del proprio potere e condannare una città, diventare sporca, quasi fossimo ritornati otto anni fa, quando sono arrivato nel 2018“, ha affermato, richiamando il periodo iniziale del suo mandato amministrativo.

Poi la frase che riassume il senso della sua presa di posizione: “Chi sbaglia paga, vale per il sindaco, vale anche per i consiglieri comunali“.

Parole che confermano quanto la questione dei rifiuti sia ormai diventata anche un terreno di scontro politico, oltre che un problema concreto per la città. Da una parte l’amministrazione, che attribuisce all’opposizione le conseguenze dello stallo sul PEF; dall’altra, la necessità di individuare attraverso gli atti e le procedure istituzionali le effettive responsabilità delle decisioni assunte.

Nel frattempo, per i cittadini restano due questioni urgenti: il ripristino della normalità nelle zone ancora interessate dall’emergenza idrica e il ritorno a condizioni accettabili di pulizia e sicurezza urbana.

Il 26 ottobre rappresenterà un passaggio importante per il primo fronte. Sul secondo, invece, saranno le ordinanze annunciate e i successivi interventi di bonifica a misurare la capacità del Comune di rispondere rapidamente alle criticità, mentre sul piano politico e contabile il confronto resta aperto.

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