Massimo Grillo torna a parlare. E lo fa mettendo sul tavolo praticamente tutto: il bilancio dei suoi cinque anni alla guida di Marsala, il rapporto con la nuova amministrazione di Andreana Patti, le opere ancora da completare e soprattutto il futuro politico suo e della componente che lo ha accompagnato alle ultime elezioni. Nell’intervista rilasciata a Itaca Notizie, l’ex sindaco rivendica il lavoro svolto durante il proprio mandato e, contemporaneamente, prova a tracciare una linea per il futuro: “A me interessa far vivere la città e riconoscere. Lei ha vinto le elezioni, deve prendere consapevolezza che deve governare e governare bene questa città”. Parole che fotografano anche il ruolo che Grillo ha scelto di assumere dopo la sconfitta elettorale: non una semplice opposizione di contrapposizione, ma una presenza in Consiglio comunale orientata, almeno nelle sue intenzioni, alla vigilanza sui cantieri e sulla gestione delle opere ereditate dalla precedente amministrazione.
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Alle amministrative del maggio scorso Andreana Patti è stata eletta sindaca al primo turno con il 50,5% dei voti. Grillo si è fermato al 33,25%, con 13.804 preferenze. Un risultato che l’ex sindaco legge soprattutto attraverso il voto disgiunto. Le quattro liste che lo sostenevano hanno infatti raccolto complessivamente 9.770 voti, mentre Grillo ha ottenuto oltre quattromila preferenze in più come candidato sindaco. Il dato è stato evidenziato anche nelle analisi successive al voto. “Mi hanno votato per la continuità”, sostiene Grillo nell’intervista, spiegando di aver ricevuto un consenso personale che, a suo giudizio, non sarebbe stato accompagnato da un analogo sostegno da parte di una parte del centrodestra. Alla domanda se politicamente gliel’abbiano fatta pagare, la risposta è netta: “È possibile, sì. Me l’hanno fatta pagare politicamente”. E aggiunge un elemento che potrebbe tornare centrale nei prossimi mesi: “Non sono stato gradito anche da alcuni ambienti locali del centrodestra, motivo per cui poi sono state fatte scelte diverse”.
Il nuovo rapporto con Palazzo VII Aprile è uno dei passaggi più interessanti dell’intervista. Grillo sostiene di voler evitare quella che definisce un’opposizione basata sulla semplice ricerca delle responsabilità dell’amministrazione in carica. “Io non sono rimasto in consiglio comunale per continuare a fare quel tipo di opposizione che ho ricevuto anche con forme di violenza verbale”, dice. Il ragionamento è chiaro: Patti ha vinto le elezioni e deve governare, ma alcune opere realizzate o avviate dalla precedente amministrazione necessitano ora di una gestione capace di renderle operative. Il riferimento è alla Cittadella dello Sport e all’ippodromo, al Teatro sul Mare della Salinella, al waterfront, all’area dell’ex Aci, alla Florio e agli interventi sul centro storico. Sul Teatro della Salinella, peraltro, Grillo aveva già preso pubblicamente posizione nelle scorse settimane, difendendo la struttura dalle critiche sulla sua dimensione e sostenendo che il problema non sia la capacità dell’opera, ma l’ambizione con cui Marsala guarda al proprio futuro. “Non si possono annullare cinque anni di amministrazione”, aveva ribadito nei giorni scorsi, chiedendo alla nuova amministrazione di garantire continuità alle opere realizzate. È questo il punto sul quale Grillo insiste maggiormente. L’ex sindaco sostiene che il rischio non sia soltanto quello di completare i cantieri, ma di non predisporre per tempo i modelli di gestione.
“Bisogna pensare a chi deve gestirla”, afferma parlando della Cittadella dello Sport, denunciando anche episodi di vandalismo e il rischio che, una volta conclusi i lavori, una struttura così importante possa rimanere senza un adeguato progetto gestionale. Lo stesso ragionamento viene esteso al Teatro della Salinella: per Grillo bisogna già lavorare alla programmazione 2027, perché inaugurare una struttura senza avere individuato per tempo chi dovrà occuparsi della gestione significherebbe perdere parte del valore dell’investimento. È una questione che l’ex sindaco considera centrale anche per il waterfront e per gli altri interventi realizzati negli ultimi anni. Ma è sul piano politico che l’intervista assume un significato più ampio. Grillo conferma ufficialmente le interlocuzioni con Forza Italia e con il commissario regionale Nino Minardo. Non parla ancora di adesione formalizzata, ma il percorso appare ormai tracciato. “Con il movimento Liberi e le altre liste che mi hanno supportato abbiamo incontrato il commissario Minardo. Ci sono interlocuzioni in corso”, spiega. E soprattutto chiarisce che non si tratterebbe dell’ingresso del solo Grillo, ma di un’area politica. “La nostra idea e aspirazione è quella di entrare con le procedure previste da un partito”, afferma, sottolineando la necessità di coinvolgere i diversi livelli territoriali e gli iscritti. La circostanza era già emersa nelle cronache politiche delle ultime settimane: Grillo ha incontrato Minardo e il possibile ingresso in Forza Italia viene considerato uno dei dossier aperti nella provincia di Trapani.
Il dato politicamente rilevante è il patrimonio elettorale che Grillo porterebbe con sé. Il 33,25% ottenuto alle amministrative e i 13.804 voti personali lo hanno infatti mantenuto al centro del dibattito sul futuro del centrodestra trapanese. Grillo mette però un punto preciso: non vuole presentarsi a Forza Italia rivendicando candidature. “Non entro bussando e dicendo: adesso cosa mi spetta”, afferma. La sua intenzione, spiega, sarebbe quella di mettere a disposizione del partito “tutta quest’area politica” e contribuire alla costruzione di un progetto per il territorio. Una posizione che arriva mentre Forza Italia in provincia di Trapani attraversa una fase di confronto interno e mentre sono già cominciate le discussioni sulle candidature in vista delle Regionali del 2027. Diverse ricostruzioni giornalistiche indicano proprio Grillo tra i nomi che potrebbero entrare nel quadro delle future candidature. Ma l’ex sindaco, almeno nell’intervista, evita di ufficializzare una candidatura. “Non ho preparato una campagna elettorale”, dice. “Sono pronto nel caso in cui dovessero chiedermi di dare continuità alla mia azione politica e amministrativa”. E mette davanti a tutto un’altra condizione: “Non ci si muove solo per il piacere di candidarsi. Se c’è qualcosa che ti motiva o un progetto che ti convince, ci si può mettere a disposizione”.
Nel corso dell’intervista Grillo torna anche sulla sconfitta elettorale e sul funzionamento delle amministrative siciliane. Secondo la sua lettura, la diversa distribuzione del voto tra candidati sindaco e liste avrebbe penalizzato la sua coalizione e favorito il peso degli apparati. Grillo sostiene inoltre che una diversa modalità di voto, con schede separate per sindaco e Consiglio comunale, avrebbe potuto produrre un risultato differente. È una riflessione che inserisce la vicenda marsalese in un tema più ampio: il rapporto tra voto al candidato sindaco, voto alle liste e capacità dei partiti di mobilitare il consenso sul territorio.
Altro capitolo dell’intervista è quello sulla candidatura delle “Saline di Sicilia” a Riserva della Biosfera MaB UNESCO. Marsala è entrata formalmente nel percorso nell’agosto scorso, quando la Giunta comunale ha manifestato l’interesse non vincolante a essere compresa nell’area oggetto di studio. Grillo chiarisce di non essere contrario alla candidatura. “Non siamo contrari a promuovere MaB UNESCO nell’area delle saline del nostro territorio”, precisa. Il problema, secondo lui, è il metodo con cui si arriva alla candidatura e soprattutto la necessità di conoscere preventivamente gli effetti degli strumenti di gestione. Il nodo sollevato nell’intervista riguarda in particolare la perimetrazione e il rapporto con le infrastrutture portuali. Grillo richiama l’esclusione del porto di Trapani e si domanda perché il porto di Marsala debba invece rientrare nel perimetro. La questione è tornata proprio oggi al centro del dibattito politico marsalese: Grillo, insieme a Gianpaolo Abrignani, Flavia Sammartano e Francesco Carini, ha presentato un’interrogazione chiedendo all’amministrazione di mettere a disposizione del Consiglio gli atti della candidatura e di chiarire le possibili conseguenze per porto, waterfront e attività economiche dello Stagnone, compreso il kitesurf. Una posizione che, dunque, non mette in discussione il valore ambientale e turistico del riconoscimento, ma chiede maggiore approfondimento prima di assumere decisioni definitive.
Nella parte finale dell’intervista Grillo allarga lo sguardo alla provincia di Trapani. Il suo giudizio è severo: a suo avviso il territorio non avrebbe saputo sfruttare adeguatamente le opportunità finanziarie legate ai programmi regionali, nazionali ed europei. “Non è stata brava, non ha avuto la necessaria forza contrattuale per imporsi e ottenere finanziamenti di progetti per questa città”, sostiene riferendosi alla politica territoriale. E individua proprio nella capacità di fare sistema una delle priorità per il futuro: “Facciamo lobby, al di là degli schieramenti politici e delle sigle politiche, a favore del territorio”. È la stessa impostazione che Grillo dice di voler portare dentro il nuovo percorso politico: meno contrapposizione e più capacità di aggregare interessi territoriali. Il prossimo passaggio, quindi, non sarà soltanto amministrativo. Grillo resterà in Consiglio comunale, almeno fino a quando saranno completati e avviati alcuni dei principali cantieri, e annuncia che continuerà a formalizzare proposte e richieste all’amministrazione. Contemporaneamente, il suo movimento sta valutando l’ingresso in Forza Italia. Il tutto mentre il centrodestra trapanese è già proiettato verso il 2027 e mentre a Marsala si apre una nuova fase amministrativa con Andreana Patti. Grillo, per ora, non annuncia candidature. Ma lascia una porta apertissima: “Sono a disposizione”. E soprattutto consegna una frase che sembra destinata a diventare la chiave del suo prossimo percorso politico: “Prima viene la città”.