Bliz in casa di Francesco Burrafato, il medico che favorì Matteo Messina Denaro. I dettagli

redazione

Bliz in casa di Francesco Burrafato, il medico che favorì Matteo Messina Denaro. I dettagli

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sabato 20 Giugno 2026 - 13:23

Svelata un’altra identità dello scacchiere del defunto boss di mafia Matteo Messina Denaro. Il “parmigiano” citato nella corrispondenza di Matteo Messina Denaro sarebbe Francesco Burrafato, 84 anni, medico di Castelvetrano.

Mafia, blitz nella casa del primario

Burrafato è indagato per favoreggiamento aggravato. E’ stato primario di Chirurgia ed ex direttore sanitario dell’ospedale “Vittorio Emanuele”.

A casa Messina Denaro come ormai appurato da tempo, giravano molti soldi. Il tenore di via del latitante era altissimo. Non era da meno quello dei familiari anche se mantenevano un basso profilo. Da dove provenivano tutte queste ricchezze?

Finora la Procura di Palermo ha sequestrato 800 mila euro fra soldi in contanti e gioielli ai familiari del padrino.

Dai fogli di contabilità trovati nel covo del padrino e a casa della sorella Rosalia emergono spese che in alcuni casi superano i 25 mila euro al mese. E si tratta di spese per l’ordinaria amministrazione.

Tra i pizzini in mano agli investigatori c’era quello in cui si fa riferimento a “parmigiano”. Un finanziatore occulto a cui la sorella Rosalia doveva chiedere 40 mila euro che non doveva, e probabilmente non poteva, rifiutare la richiesta.

I biglietti che spiegano i rapporti

L’incarico di recuperare i soldi da “parmigiano” doveva essere affidato a “fragolina”:Deve fare dosi da 5 mila euro e ogni volta li dà a fragolina, in estate gli verrà facile vedere a fragolina, e durante l’estate conclude il tutto. Fragolina ogni volta che avrà la dose di 5 mila la darà a te ma in dosi ancora più piccole, cioè di 2500 euro. Ti ci vorrà più tempo per portare tutto da te, ma è il modo più sicuro, ogni volta viaggi con 2500 e non con grosse cifre. Spero mi sono spiegato”.

Messina Denaro scriveva così alla sorella Rosetta, appellata “fragolone”. “Fragolina”, dunque, dovrebbe essere una persona vicina alla donna.

I soldi sarebbero stati spesi dal capomafia per compare il covo di via Cb31, a Campobello di Mazara, dove il boss ha trascorso l’ultimo periodo di latitanza. L’immobile è stato intestato al geometra Andrea Bonafede. Il capomafia voleva che il fondo venisse subito rimpinguato.

“Parmigiano” compariva già in alcuni biglietti ritrovati dai carabinieri nel 1996. Allora, Salvatore Messina Denaro scriveva al fratello: “Ti mando una borsa di Parmigiano, non so cosa c’è dentro”.

I soldi che giravano in diversi passaggi di mano

Ci sarebbero stati altri passaggi di denaro. I pm scrivono: “Un episodio analogo di richiesta di somme di denaro da parte del latitante si era già verificato negli anni 2013-2014 ed aveva visto il coinvolgimento di Rosalia Messina Denaro, dei suoi figli Francesco e Maria Guttadauro, al culmine del quale quest’ultima scambiava alcuni messaggi di tenore ambiguo e criptico proprio con Francesco Burrafato”.

Nel 2018 Burrafato era stato perquisito procura di Palermo. La famiglia del padrino lo aveva nominato come consulente di parte per l’autopsia sul corpo di Francesco Messina Denaro, il padre di Matteo, fatto ritrovare dai familiari nelle campagne fra Castelvetrano e Mazara, il 30 novembre 1998. Era morto e vestito già per la cerimonia funebre.

La Dda di Palermo e il rinvenimento di una pistola

Nel corso delle perquisizioni disposte dalla Dda di Palermo nell’abitazione e in altri immobili riconducibili a Francesco Burrafato, gli investigatori hanno trovato una pistola con matricola abrasa.

L’85enne è stato arrestato in flagranza per detenzione abusiva di arma da fuoco su disposizione della Procura di Trapani. L’arma sarà ora sottoposta ad accertamenti balistici per verificare un eventuale coinvolgimento in fatti di sangue.

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