«Prima il taglio del nastro, poi la realtà: senza personale, il servizio non esiste. È l’ennesimo caso in cui, approvata una legge regionale, non seguono fatti concreti e si rischia di scivolare nella propaganda». Lo dichiara la deputata regionale del M5S Cristina Ciminnisi, che ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla situazione del Centro di Prima Accoglienza (CPA) per la cura delle dipendenze di Custonaci.
La struttura, unica in provincia di Trapani, realizzata per dare seguito alla cosiddetta legge anticrack (L.R. n 26 del 7 ottobre 2024), prevederebbe un approccio integrato che combina prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale attraverso le ASP e collaborazioni con enti privati e del terzo settore. Il CPA di Custonaci, attivo da gennaio 2026, dovrebbe accogliere fino a 12 persone. Ma oggi è ben lontano dall’essere pienamente operativo. «Il quadro è preoccupante – afferma Ciminnisi che, nei giorni scorsi, è stata presso la struttura per un sopralluogo –: mancano medici, psicologi, infermieri e operatori socio-sanitari. Il risultato è che sono occupati appena 2 posti letto su 12. Un servizio pensato per aiutare tante persone, di fatto, non è in grado di farlo, benché vi sia una legge e i relativi finanziamenti».
L’interrogazione chiede al Governo regionale di colmare le carenze di personale e chiarire le azioni dell’ASP di Trapani per rendere pienamente operativo il centro: «Il caso di Custonaci non è isolato. In Sicilia molte comunità non offrono servizi adeguati. Non basta varare leggi e inaugurare strutture, serve che funzionino davvero e accompagnino le persone in un percorso serio di recupero, altrimenti siamo di fronte ad una colossale presa in giro. Parliamo di persone, non di numeri. Dietro ogni posto letto non utilizzato c’è qualcuno che resta senza aiuto. E questo non è tollerabile».