Saline di Trapani e Marsala, ombre sulla candidatura UNESCO: “Esclusa l’Autorità Portuale, iter da fermare” 

redazione

Saline di Trapani e Marsala, ombre sulla candidatura UNESCO: “Esclusa l’Autorità Portuale, iter da fermare” 

Condividi su:

venerdì 10 Aprile 2026 - 07:00

Si accende il dibattito attorno alla candidatura delle Saline di Trapani e Marsala a Riserva della Biosfera MAB UNESCO. Quello che, nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare un importante riconoscimento internazionale per uno dei paesaggi più identitari della Sicilia occidentale, rischia adesso di trasformarsi in un caso istituzionale e amministrativo. Al centro delle contestazioni c’è il mancato coinvolgimento preventivo dell’Autorità Portuale, dell’Autorità Marittima e dell’intera comunità portuale (tra cui ASAMAR Sicilia, Assiterminal, Corpo Piloti, Gruppo Ormeggiatori e Soluzioni e Servizi), nonostante il progetto risulterebbe già in una fase avanzata. Una circostanza giudicata “di estrema gravità” da chi solleva il problema, perché andrebbe a intaccare i principi di trasparenza, partecipazione e leale collaborazione che dovrebbero accompagnare un procedimento di questa portata.

Il nodo porto: “Non si può ignorare un’infrastruttura strategica”

Tra i punti più delicati emerge quello relativo al porto di Trapani, considerato un’infrastruttura strategica per l’economia del territorio. Il timore è che l’eventuale riconoscimento UNESCO possa produrre effetti significativi sulla piena operatività dello scalo, sul suo sviluppo futuro e, di riflesso, sui livelli occupazionali e sulla competitività dell’intera area. La richiesta è chiara: prima di procedere oltre, sarebbe necessario verificare con precisione quali vincoli, limiti o impatti il nuovo status potrebbe determinare su traffici, attività produttive e pianificazione portuale.

Le criticità sollevate nell’esposto dell’ingegnere Ruggirello

A rendere ancora più delicata la vicenda contribuisce anche la recente denuncia presentata dall’ingegnere Ruggirello, già circolata su diversi organi di stampa. Pur nel rispetto del principio di presunzione e della necessità di accertamenti nelle sedi competenti, l’esposto solleverebbe una serie di questioni che, se confermate, potrebbero incidere sulla legittimità dell’intero percorso di candidatura. Tra i rilievi più significativi figurano:

  • i dubbi sul possesso dei requisiti professionali in capo alla direzione della Riserva;
  • il possibile mancato rispetto degli obblighi di trasparenza, in particolare sulla pubblicazione dei curricula;
  • le verifiche richieste sulla struttura amministrativa dell’ente gestore e sulla corrispondenza tra organico dichiarato ed effettivo;
  • la gestione in proroga senza termine certo, ritenuta potenzialmente in contrasto con la normativa vigente;
  • la mancata attivazione del tavolo tecnico permanente previsto dalla convenzione;
  • le possibili omissioni nelle procedure di indennizzo per i cittadini interessati dai vincoli ambientali.

La richiesta: sospendere tutto e aprire un confronto

Alla luce di queste criticità, viene chiesta l’immediata sospensione di ogni ulteriore avanzamento dell’iter, almeno fino a quando non sarà avviato un confronto istituzionale serio, condiviso e trasparente. Sul tavolo vengono avanzate quattro richieste precise:

  1. convocare subito un tavolo istituzionale con tutte le parti interessate;
  2. garantire massima trasparenza sullo stato del procedimento e sui contenuti già definiti;
  3. effettuare una valutazione preventiva degli impatti economici, operativi e occupazionali sul porto di Trapani;
  4. fermare temporaneamente l’iter fino alla conclusione di un percorso partecipato.

Ambiente sì, ma senza penalizzare sviluppo e lavoro

Il messaggio che emerge è netto: la valorizzazione ambientale delle saline rappresenta un obiettivo condivisibile e persino auspicabile, ma non può essere perseguita senza un confronto vero con chi opera sul territorio e senza una piena tutela delle infrastrutture strategiche. In gioco, infatti, non c’è solo un riconoscimento di prestigio internazionale, ma l’equilibrio tra tutela del paesaggio, sviluppo economico, lavoro e coesione sociale. Ed è proprio su questo equilibrio che ora si gioca una partita decisiva per il futuro di Trapani e Marsala.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta