Da alcune settimane si registra una crescente apprensione nella sede marsalese dell’azienda O-I. Il personale è stato, infatti, informato dai rappresentanti aziendali che i dirigenti stanno pensando di spegnere temporaneamente il forno che serve per la trasformazione del vetro. Una prospettiva che potrebbe preludere alla dismissione dell’impianto, con inevitabili conseguenze di carattere economico e sociale: sono oltre un centinaio i dipendenti dell’azienda, ma occorre considerare anche gli effetti ci sarebbero sull’indotto, in particolare nel settore dei trasporti.
O-I è una multinazionale americana che circa 20 anni fa ha acquistato il gruppo Avir che, a sua volta, aveva inglobato la Sicilvetro, storica impresa marsalese a lungo leader nel settore della lavorazione e trasformazione del vetro.
La notizia della probabile chiusura del forno è stata accolta con preoccupazione anche dai palazzi della politica lilibetana. Il sindaco Massimo Grillo annuncia di aver attivato un’interlocuzione con i vertici aziendali, chiedendo un incontro con i rappresentanti dell’azienda alla presenza dell’assessorato alle attività produttive della Regione Siciliana, di Sicindustria, e delle organizzazioni sindacali “al fine di aprire un confronto serio e responsabile sulla continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento”. L’incontro dovrebbe tenersi presso la sede del Palazzo Municipale il 5 marzo a mezzogiorno. Proprio in quei giorni dovrebbe essere in città l’amministratore delegato di O-I Massimo Noviello, ma sarebbe importante anche la partecipazione della Regione, che rappresenta un partner istituzionale strategico per una vertenza così delicata per il territorio.
L’obiettivo dell’incontro, per Grillo “è duplice: da un lato ottenere garanzie chiare sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla salvaguardia del sito produttivo; dall’altro affrontare in modo strutturale le criticità richiamate dall’Azienda, valutando misure concrete di rilancio”. “
“La vetreria di Marsala – sottolinea il sindaco di Marsala – è un presidio industriale strategico che va difeso con determinazione dallo stesso territorio. È fondamentale che istituzioni, parti sociali, sistema produttivo e comunità locale facciano fronte comune per tutelare un patrimonio industriale che rappresenta lavoro, storia e identità. Confido che il confronto possa svilupparsi in uno spirito di collaborazione responsabile e costruttiva, nell’interesse esclusivo dei lavoratori, delle loro famiglie e dell’intera città”.