Cantieri e proteste: il “Bus intelligente” che divide Trapani a metà. Il caso

Claudia Marchetti

Cantieri e proteste: il “Bus intelligente” che divide Trapani a metà. Il caso

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mercoledì 25 Febbraio 2026 - 06:00

Sabato 28 febbraio, alle 10, Trapani sarà teatro di un acceso confronto: il Consiglio comunale si riunirà in seduta straordinaria e aperta per discutere del progetto di riorganizzazione della mobilità urbana e dell’introduzione del Bus Rapid Transit (BRT), il “trasporto intelligente” dell’Amministrazione comunale. La convocazione, approvata solo dai consiglieri di opposizione Daidone, Fileccia, Gianformaggio, Guaiana, Lamia, Mangano, Miceli, Spada, Tumbarello, Vassallo e dal gruppo Trapani Tua guidato dal presidente Mazzeo, nasce dalla volontà di garantire trasparenza e dibattito pubblico su un tema che riguarda cittadini, residenti e attività economiche. “Non accetteremo decisioni imposte dall’alto – dichiarano i consiglieri – Trapani merita ascolto e partecipazione”.

Il progetto in cifre: 22 fermate, 61 posti, corsia “intelligente”

Il BRT collegherà il centro storico con il lungomare del porto e i parcheggi strategici, percorrendo circa 5,4 chilometri con 22 fermate e autobus da 61 posti, dotati di pedane per disabili e portabiciclette. La frequenza dei mezzi sarà di un bus ogni 15-20 minuti, con rinforzi ogni 7-10 minuti, e una corsia dedicata dotata di telepass impedirà l’accesso ai veicoli non autorizzati. L’obiettivo dichiarato: snellire il traffico, incentivare l’uso del trasporto pubblico e aumentare la sicurezza stradale. Il progetto, finanziato con 2,75 milioni di euro dal PNRR, dovrebbe entrare in funzione dalla prossima estate. Per permettere i lavori, viale Regina Elena tra viale Duca d’Aosta e via Ruggero di Lauria è già soggetto dallo scorso lunedì a divieto di sosta fino al 31 maggio 2026.

Tra entusiasmo e polemiche

Se l’Amministrazione parla di “mobilità intelligente e sostenibile”, l’opposizione denuncia arroganza e mancanza di trasparenza. I consiglieri Guaiana, Daidone, Fileccia, Gianformaggio, Lamia, Mangano, Miceli, Spada, Tumbarello e Vassallo sottolineano che le decisioni sono state comunicate solo a cose fatte e che non sono stati resi noti studi sul traffico, simulazioni o valutazioni sugli impatti economici. Temono conseguenze negative per residenti, commercianti e lavoratori del centro storico. Fratelli d’Italia, attraverso il vicepresidente Michele Ritondo, evidenzia gravi criticità di sicurezza: i cantieri non sarebbero adeguatamente segnalati né illuminati, mettendo a rischio automobilisti, pedoni e ciclisti. Ritondo critica l’assenza di una pianificazione strategica e l’improvvisazione nella gestione del cantiere. Sulla stessa linea il Partito Socialista Italiano Trapani-Erice: Salvatore Pietro Bevilacqua e Dino Manzo parlano di un progetto che rischia di “paralizzare il porto e il centro” e che rappresenterebbe un attacco all’economia locale, al turismo e alla qualità della vita. Chiedono un immediato blocco dei lavori e un tavolo di crisi con le associazioni di categoria. L’onorevole Cristina Ciminnisi e i 5 Stelle sono chiari: “In un momento in cui la viabilità a Trapani è già fortemente segnata dai cantieri della strada ZES, significa aggravare una situazione già critica e scaricare disagi su residenti e operatori economici. A preoccupare è anche la totale mancanza di trasparenza sul PUMS. Non è chiaro se il piano pubblicato sul sito del Comune sia quello definitivamente approvato, né soprattutto se il BRT sia stato previsto e valutato in quel documento. Non si possono assumere decisioni così rilevanti senza un quadro pianificatorio chiaro, aggiornato e accessibile”. Anche il Comitato dei Residenti del Centro Storico solleva dubbi: pur non opponendosi al progetto, denuncia la mancanza di consultazioni preventive e la riduzione degli stalli gialli per i residenti. Chiede dati aggiornati e verificabili sui posti auto e maggiore trasparenza sull’impatto reale dei lavori sulla quotidianità delle famiglie. “Trapani non può essere governata senza ascoltare chi la vive e lavora ogni giorno, afferma Alberto Catania, presidente del Comitato.

Una città divisa

Il BRT è un progetto ambizioso, tecnologico e sostenibile, ma l’assenza di un dialogo preventivo e i disagi già visibili nei cantieri hanno acceso le proteste di cittadini, commercianti e associazioni. Sabato 28 febbraio, il Consiglio comunale straordinario sarà l’occasione per capire se il BRT diventerà un simbolo di progresso o un esperimento calato dall’alto, destinato a paralizzare la città anziché migliorarla.

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