Diocesi di Mazara: la Giornata del Malato 2027 sarà celebrata a Marsala

redazione

Diocesi di Mazara: la Giornata del Malato 2027 sarà celebrata a Marsala

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giovedì 12 Febbraio 2026 - 16:06

Nel 2027 la Giornata mondiale del malato sarà celebrata a Marsala per la Diocesi di Mazara del Vallo. Lo ha annunciato ieri sera il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella al termine della celebrazione eucaristica nella XXIV Giornata, organizzata dall’Ufficio diocesano di pastorale della salute (diretto da don Antonino Favata), nella memoria della Beata Vergine di Lourdes. Secondo il programma originale si doveva svolgere il corteo dall’ospedale “Abele Ajello” sino in Cattedrale, ma le previsioni di avverse condizioni meteo hanno fatto cambiare il programma, così tutti i momenti della Giornata si sono svolti all’interno della Cattedrale. Il commento del Messaggio del Papa per la Giornata è stato affidato a Filippo Mangiapane, presidente dell’Ordine provinciale dei medici: “La parabola del buon samaritano non è che la trasposizione laica del nostro servizio sanitario nazionale, che si fonda sull’universalità delle cure – ha detto il dottor Mangiapane – quando arriva un paziente in ospedale non guardiamo se uomo, se donna, se è dalla parte giusta o dalla parte sbagliata”.Prendersi cura non è un fatto individualistico, ma è un fatto ecclesiale, è tutta la comunità che si deve fare prossima soprattutto agli ammalati, alle persone fragili”, ha detto il Vescovo nel suo intervento. Alla celebrazione hanno partecipato i volontari della sottosezione di Mazara del Vallo dell’Unitalsi e i rappresentanti delle associazioni che si occupano di persone con disabilità. Durante la celebrazione eucaristica il Vescovo ha dato il mandato di ministro straordinario della comunione a 30 nuovi fedeli mentre hanno rinnovato il mandato quelli già con incarico.

Il Presidente dell’OMCeO ha richiamato l’articolo 20 del Codice di Deontologia Medica, ricordando che “il tempo della comunicazione è tempo di cura”, ribadendo come, in un contesto segnato da burocrazia, carenze di organico e pressione organizzativa, il rischio sia quello di smarrire l’anima della professione. “La tecnica senza prossimità – ha affermato – è una medicina dimezzata”. Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela del Servizio Sanitario Nazionale, definito come “traduzione laica” dei principi di universalità ed equità evocati dalla parabola evangelica. “La vulnerabilità del corpo sofferente annulla ogni barriera identitaria: il paziente non è un numero né un nemico, ma una persona. Difendere il SSN significa difendere il diritto universale alla salute, soprattutto per i più fragili”. Nel suo intervento il Presidente ha affrontato anche il tema dell’uso appropriato delle risorse e delle nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale, che può rappresentare un valido supporto nella riduzione degli errori diagnostici e nell’ottimizzazione dei percorsi di cura, purché rimanga uno strumento sotto la supervisione responsabile del medico. “L’IA deve essere un copilota, non il pilota automatico. L’atto medico – ha ribadito – deve mantenere una guida umana, capace di chinarsi sul ferito e farsi prossimo”.

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