Mazara del Vallo si candida a Capitale del Mare 2026: una sfida oltre la pesca

Luca Di Noto

Mazara del Vallo si candida a Capitale del Mare 2026: una sfida oltre la pesca

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venerdì 06 Febbraio 2026 - 07:19

Mazara del Vallo entra ufficialmente nella corsa al titolo di Capitale del Mare 2026, un riconoscimento nazionale che punta a valorizzare le città costiere capaci di interpretare il mare non solo come risorsa economica, ma come elemento identitario, culturale e strategico per lo sviluppo futuro. La candidatura è stata approvata dalla Giunta comunale e colloca Mazara del Vallo all’interno di una competizione ampia e articolata, che vede coinvolte ben 54 realtà da tutta Italia. Una sfida impegnativa, certo, ma che l’Amministrazione ha scelto di affrontare consapevole del valore simbolico e progettuale della candidatura. Mazara non si propone esclusivamente come semplice città di mare, ma come luogo in cui il mare è racconto, stratificazione storica e sociale, intreccio di popoli, lavoro e prospettiva. Un mare che entra nel tessuto urbano, nelle tradizioni, nel linguaggio e nella memoria collettiva.

A sottolinearlo è l’assessore alla Cultura e al Turismo Germana Abbagnato, che ha rivendicato il senso profondo della candidatura: “Candidiamo Mazara del Vallo a Capitale del Mare 2026. La nostra è una storia che parte da lontano e che vale assolutamente raccontare: dal fiume che incontra il mare alle lingue diverse che da secoli si incrociano nelle nostre strade. Per Mazara il mare è storia, identità, futuro. È casa”. Parole che sintetizzano un’idea di mare non riducibile alla sola dimensione produttiva. Ed è proprio questo uno degli elementi centrali della candidatura: superare la narrazione esclusivamente legata alla flotta peschereccia, pur riconoscendone il ruolo storico fondamentale, per restituire una visione più ampia, articolata e contemporanea. Su questo punto insiste anche il sindaco Salvatore Quinci, che guarda alla competizione con realismo ma senza complessi di inferiorità: Mazara non è soltanto la flotta peschereccia, è un punto di riferimento in questa parte del Mediterraneo. Le candidature sono 54, tutte importanti, perché il mare non è soltanto pesca: è portualità, biologia, scienza, nuove energie rinnovabili. Il nostro Paese è fatto di marinai, poeti e navigatori e quindi c’è una bella competizione. I grandi porti come Gaeta, Genova, Trieste, Palermo o Messina sono realtà più strutturate, ma sono certo che Mazara non sfigurerà, al netto di chi poi vincerà”.

La candidatura arriva in un momento significativo anche per il territorio. Dopo Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 e Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, la Sicilia continua a proporsi come laboratorio culturale e identitario. “È impegnativo pensare di avere anche la Capitale del Mare – aggiunge Quinci – ma noi ci siamo”. Al di là dell’esito finale, la partecipazione rappresenta già un atto politico e culturale preciso: affermare che Mazara vuole raccontarsi per ciò che è stata, per ciò che è ma anche con il racconto di ciò che ambisce a diventare. Una città di mare che non guarda solo al passato, ma prova a costruire, anche attraverso questa candidatura, una narrazione capace di tenere insieme memoria e futuro.  

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