Marsala: l’indecisione del centrodestra tra Grillo, Sturiano e Fici potrebbe favorire Andreana Patti

Vincenzo Figlioli

Marsala: l’indecisione del centrodestra tra Grillo, Sturiano e Fici potrebbe favorire Andreana Patti

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mercoledì 21 Gennaio 2026 - 06:30

Non è ancora del tutto definito il quadro politico marsalese in vista delle prossime amministrative. Molto ruoterà intorno alle decisioni del centrodestra, al momento diviso tra diverse opzioni.

Da un lato ci sarebbe la ricandidatura di Massimo Grillo, che dopo aver perso gran parte della sua maggioranza consiliare sta provando a ricucire, invitando i partiti a garantirgli nuovamente il proprio sostegno. Al momento può contare su quattro liste (Udc, Liberi, Lilibeo Viva e Città Territorio) e attende l’ok di Forza Italia, che con il presidente del Consiglio Enzo Sturiano e il deputato regionale Stefano Pellegrino potrebbe allestire altre due liste.

Dall’altro lato c’è il progetto civico di Nicola Fici, che da mesi sta provando a far convergere il centrodestra sul suo nome. Attorno a lui ci sono diverse sigle che sarebbero pronte a sostenerlo (Impegno Comune, Grande Sicilia, ProgettiAmo Marsala, Movimento Lealtà Italiana, Movimento Popolare Arcobaleno, Amare Marsala, Generazione Futura Lab). Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno dialogato con Fici e i dirigenti locali non sarebbero ostili a una sua candidatura, conoscendo anche il radicamento del consigliere comunale lilibetano negli ambienti della borghesia locale. A Palermo e Roma, tuttavia, i ragionamenti sono un po’ diversi. Qualcuno vede Fici come una sorta di “papa straniero”, considerata la sua provenienza dal centrosinistra e preferirebbe un candidato con una militanza più lunga nell’area di centrodestra. Qualcun altro ne fa una questione strategica: se il centrodestra si presenta con due candidati si andrebbe al ballottaggio e, a quel punto, il voto d’opinione svincolato dalle liste potrebbe riservare sorprese. Tanto più, considerando che in campo c’è anche la candidatura civica di Leonardo Curatolo, destinata a pescare principalmente in area moderata. I dirigenti nazionali stanno dunque cercando di ricostruire un progetto unitario, o intorno a Sturiano (che ha dato la propria disponibilità) o ritentando la carta Grillo.

Enzo Sturiano ha assicurato (assieme a Stefano Pellegrino) il proprio leale sostegno al primo cittadino anche quando il suo partito (guidato in provincia da Toni Scilla) è passato all’opposizione. Rispetto al passato ha stretto rapporti più solidi con dirigenti regionali e nazionali di Forza Italia e adesso non esclude di poter essere l’uomo giusto per congiungere i due pezzi di centrodestra, assicurando continuità a Grillo sull’azione amministrativa e garantendo alle forze politiche un diverso approccio nella gestione dei rapporti in Consiglio. Se ne parlerà nei prossimi giorni a Roma, dove i leader del centrodestra sperano di trovare la soluzione a uno scenario estremamente complesso. Ma la sensazione è che tutte le opzioni in campo finirebbero per rimescolare le carte, con possibili travasi verso la coalizione di Andreana Patti. Le sigle che sostengono Fici hanno detto che in ogni caso si muoveranno insieme, ma qualcuno – in maniera riservata – non nasconde di non essere disponibile a sostenere né Grillo né Sturiano.

Andreana Patti, a sua volta, può contare con certezza su Pd, Movimento Cinque Stelle, Partito Socialista, Partito Liberale, Europa Verde, Rifondazione Comunista e, naturalmente, sul movimento civico Si muove la città. Nei giorni scorsi ha affrontato i primi attacchi verbali da parte del sindaco, ricevendo diversi attestati di solidarietà che mostrano la crescita della sua candidatura negli ambienti marsalesi. Per giocarsi la partita, sa bene che non può permettersi atteggiamenti di chiusura al dialogo verso eventuali fuoriusciti dagli altri tavoli di confronto. Del resto, le elezioni amministrative a Marsala hanno sempre regalato rimescolamenti improvvisi al primo o al secondo turno, dai tempi di Salvatore Lombardo fino all’elezione di Grillo del 2020. Poi, chiaramente, ci sarà da gestire le maggioranze consiliari. Ed è lì che chiunque arriverà dovrà provare a fare meglio dei suoi predecessori.

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