Anche con l’inizio del nuovo anno, l’ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo continua a rappresentare uno dei nodi più delicati dell’intera sanità provinciale. Un presidio classificato – sulla carta – come DEA di I livello, punto di riferimento per un vasto bacino di utenza, ma che da mesi resta purtroppo al centro di segnalazioni, denunce di utenti e anche sindacali oltre anche alle crescenti preoccupazioni legate a carenze strutturali, organizzative e di personale. A lanciare l’ennesimo allarme è l’organizzazione sindacale Nursing Up, che con una nota formale ha sollecitato un incontro urgente con la direzione dell’Asp di Trapani per affrontare quelle criticità “ancora irrisolte”. Una situazione che riguarda sicuramente l’intera provincia, ma che a Mazara assume contorni particolarmente evidenti, soprattutto sul fronte ospedaliero.
Pediatria sospesa e reparti depotenziati
Tra i punti più sensibili emerge la sospensione dell’attività notturna del reparto di Pediatria da circa un anno e mezzo, più precisamente dal 1° agosto 2024. Una decisione che, a distanza di quasi 18 mesi, continua a pesare sulle famiglie e sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria locale. In un territorio con una popolazione numerosa e una forte incidenza di nuclei familiari con minori, l’assenza di una copertura pediatrica h24 rappresenta una criticità gravissima, che costringe spesso a trasferimenti verso altri presidi, Marsala in primis, con conseguente sovraccarico dei servizi di emergenza anche altrove. Il problema, però, non si limita soltanto alla Pediatria. I sindacati denunciano la mancata attivazione o il depotenziamento di diverse unità operative previste dall’atto aziendale dell’Asp di Trapani: dall’Oncologia medica all’Oculistica, passando per Ematologia, Ortopedia, Psichiatria e Anatomia patologica. A ciò si aggiunge la riduzione dei posti letto, che incide direttamente sulla capacità del presidio di rispondere alla domanda di cure.
Pronto Soccorso sotto pressione
Un quadro che si riflette inevitabilmente e direttamente sul Pronto Soccorso, spesso chiamato a supplire alle carenze della medicina territoriale e alle difficoltà nel garantire percorsi assistenziali adeguati per i pazienti a bassa complessità. Una situazione definita “insostenibile” anche da un’altra sigla sindacale, il NurSind, che in una nota a tutela del personale ha evidenziato come il sovraffollamento del PS non possa essere letto come una colpa degli operatori, ma come il risultato di scelte organizzative e mancate risposte strutturali, chiaramente da parte dell’azienda. A complicare ulteriormente il quadro si inserisce un’altra recente segnalazione sull’emergenza 118 nel territorio di Mazara del Vallo, che parla apertamente di una situazione anomala, caratterizzata da carenze di mezzi. Un ulteriore tassello, insomma, che completa un mosaico preoccupante, in cui l’intera filiera dell’emergenza-urgenza appare sotto stress.
Carenze di personale
Il filo conduttore resta uno: la cronica insufficienza di personale medico e infermieristico, problema che non riguarda solo Mazara ma che qui assume un peso specifico maggiore per via del ruolo strategico dell’ospedale Abele Ajello. E così, turni che restano scoperti, carichi di lavoro spesso eccessivamente elevati e difficoltà nel garantire continuità assistenziale sono tutti ingredienti che, mescolati, mettono a dura prova chi opera quotidianamente in corsia. Il rischio concreto è che il presidio mazarese perda progressivamente centralità, trasformandosi da ospedale di riferimento per un intero – e vasto – territorio a una struttura costretta a rincorrere le emergenze, senza una visione complessiva di rilancio. Una prospettiva che il territorio non può permettersi, soprattutto alla luce di una domanda sanitaria e di una popolazione che chiede risposte certe e non slogan, né semplici annunci o proclami. Le note sindacali e le segnalazioni che arrivano dal basso non possono restare, come si suol dire, lettera morta. Servono scelte chiare, investimenti sul personale e il ripristino di servizi essenziali, a partire dalla Pediatria h24. Perché la sanità non si misura solo nei piani aziendali, nelle delibere, o nella scelta di chi debba occupare le poltrone, ma soprattutto dalla capacità concreta di garantire assistenza, sicurezza e dignità ai cittadini.