“Quello che sta accadendo alla sanità marsalese non è più una semplice criticità, ma una vera e propria emergenza”. È un atto d’accusa netto quello lanciato da Leonardo Curatolo, candidato sindaco di Marsala, che interviene sulla grave situazione dell’ospedale “Paolo Borsellino”, oggi al centro di una crisi che coinvolge l’intero territorio. L’ospedale di Marsala rappresenta infatti un punto di riferimento sanitario non solo per la città, ma per un comprensorio che supera i 100 mila abitanti e che include numerosi comuni dell’area occidentale della provincia di Trapani. “Marsala non serve soltanto i suoi cittadini – sottolinea Curatolo – ma un vastissimo territorio, con decine di migliaia di persone che ogni giorno si rivolgono al nostro presidio ospedaliero”.
Eppure, a fronte di questo ruolo strategico, i numeri restituiscono una realtà drammatica. Il reparto di medicina dispone di appena 18 posti letto, mentre il pronto soccorso può contare su soli 4 medici, contro i 16 previsti. “Numeri indegni di una città come Marsala”, afferma il candidato sindaco. Secondo Curatolo, la fotografia della sanità marsalese è chiara e preoccupante: “Abbiamo una struttura moderna, che potrebbe garantire servizi adeguati, ma che viene volutamente sottoutilizzata“. L’ospedale “Paolo Borsellino” conta poco più di 100 posti letto, quando potrebbe arrivare almeno al doppio. Il quadro provinciale non è migliore: in tutta la provincia di Trapani i posti letto sono circa 600, pari a 1,7 ogni 1.000 abitanti, un dato ben al di sotto degli standard minimi necessari. “Questa – accusa Curatolo – non è casualità, ma una precisa scelta politica”.
Le conseguenze ricadono direttamente sui cittadini e sul personale sanitario. “Corridoi pieni, attese infinite, medici e infermieri allo stremo – denuncia Curatolo – costretti a lavorare in condizioni insostenibili, supplendo con sacrifici personali a una carenza strutturale che dura da anni”. Una situazione che, secondo il candidato sindaco, finisce per minare uno dei diritti fondamentali: “Il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, qui viene sistematicamente negato”. La conclusione è un appello deciso alle istituzioni: “Marsala e il suo comprensorio meritano rispetto e pretendono risposte immediate. Servono più medici, più personale sanitario e un deciso aumento dei posti letto. Da sindaco mi batterò affinché Marsala smetta di essere trattata come una periferia della Sicilia e torni a essere un presidio sanitario centrale per tutto il territorio. La sanità non è propaganda: è una priorità assoluta e non può più essere rinviata”.