Funerali pubblici vietati per il partannese Rosario Scalia. Era morto a Natale nel carcere di Sulmona

redazione

Funerali pubblici vietati per il partannese Rosario Scalia. Era morto a Natale nel carcere di Sulmona

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venerdì 02 Gennaio 2026 - 13:17

Il 24 dicembre scorso, nel carcere abruzzese di Sulmona, è deceduto Rosario Scalia, cinquantenne originario di Partanna, ritenuto vicino alla consorteria mafiosa cosa nostra operante in provincia di Trapani. L’esame autoptico effettuato nei giorni scorsi ha individuato in un edema polmonare la causa del decesso. Scalia era stato condannato, nell’anno 2019, alla pena di 20 anni di reclusione per omicidio commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione criminale. I fatti risalgono al 21 maggio 2009, giorno in cui Salvatore Lombardo, fu ucciso all’interno del bar Mart Cafè di Partanna. Alla base del delitto, secondo le ricostruzioni giudiziarie, il furto di un furgone carico di merce appartenente a un supermercato Despar, riconducibile a Domenico Scimonelli, ritenuto uomo d’onore vicino alla rete mafiosa facente capo a Matteo Messina Denaro.

Il Questore di Trapani ha disposto, come già altre volte in casi simili, lo specifico divieto di svolgimento delle esequie in forma pubblica. Alla luce di ciò, è vietata ogni commemorazione o altra funzione religiosa che si svolga al di fuori del cimitero di Partanna ove la salma dell’uomo, nelle prossime ore, verrà trasferita e tumulata.

Tale tipologia di provvedimento ha la finalità di scongiurare che i funerali possano costituire il pretesto per manifestazioni di consenso più o meno esplicito verso l’organizzazione mafiosa.

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