La democrazia elettiva si pasce, tra le altre cose, dalla differenza tra chi governa (l’esecutivo) e chi si oppone (la minoranza). Ci sono molti modi di identificare le due parti: ma noi che non siamo particolarmente esperti di ingegneria istituzionale, vorremmo segnalare una, non so se ci capite, proposizione. Nelle sedi istituzionali, l’esecutivo è chiamato a rispondere del suo operato non solo attraverso atti formali, ma anche tramite risposte che provengono dai singoli o gruppi di oppositori. Chiamiamole interrogazioni, e per chi è forbito e vuole alzare il livello, si tratta del question time che dalle aule parlamentari arriva settimanalmente nelle nostre case dopo pranzo. Nelle sedi locali, pensiamo a Palazzo VII Aprile, ogni tanto vanno di scena i botta e risposta tra sindaco e giunta da una parte e i consiglieri comunali dall’altra. Tanti i temi e tante le risposte.
Perché ci stiamo addentrando in un tema che probabilmente, a parte gli addetti ai lavori, non interessa molta gente? Nella seduta del consiglio comunale dello scorso 20 gennaio erano all’ordine del giorno le interrogazioni. Già il colpo di scena che forniva l’Aula era del tutto (o quasi) inedito. Presenti sindaco il vice e tutta la giunta. Molti dirigenti dei vari settori ed alcuni funzionari. Provate ad unire il pollice di una mano con il resto delle dita della vostra mano, avrete l’impressione che si usa quando in un posto è tutto esaurito. Pronti via. Cinque ore di di domande e risposte. Al record di presenze si è unito anche il record di durata. Strade sconnesse, situazione del Camposanto, temi come i servizi sociali, la viabilità, la criminalità (gettonatissima), scuola, spazzatura e… e non vogliamo aggiungere altro visto che in cinque ore faremmo fatica a trovare ciò che non si sono detti. Naturalmente sui temi ha replicato l’amministrazione con interventi articolati (di solito replica solo il sindaco o il suo vice) dove sono intervenuti, ognuno per la sua competenza, i vari assessori. E intanto il tempo trascorreva.
E dopo, avendo sviscerato tanti temi, i consiglieri hanno raddoppiato le domande e si è anche arrivati, non ricordiamo bene perché, ma c’è la registrazione a citare un famoso cartone animato: Peppa Pig. Una volta un lettore in una nota indirizzata alla nostra testata fece una proposta che noi sposammo ma tanta era interessante che finì con il divorzio. Insomma si diceva che davanti ad un interrogazione alla quale l’esecutivo risponde che si sta provvedendo, trascorsi i tempi previsti da un apposito regolamento, si tornava in Aula e l’assessore ne rispondeva ai rappresentanti del popolo. Era banale? Di fatto non ha avuto seguito. Durante queste cinque ore noi pensavamo (si fa per dire…) che “chiedere è lecito, rispondere è cortesia”, ma i cittadini che aspettano l’acqua o la strada bitumata che ne pensano se il buco è ancora davanti alla porta di casa o se la strada è ancora la buio?