“Parchi eolici e fotovoltaici deturpano il paesaggio, basta impianti in Sicilia”

redazione

“Parchi eolici e fotovoltaici deturpano il paesaggio, basta impianti in Sicilia”

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domenica 19 Gennaio 2025 - 06:45

A 57 anni dal devastante terremoto che nel 1968 sconvolse la Valle del Belice, un nuovo allarme sta scuotendo il territorio. Ben 13 sindaci siciliani hanno lanciato un appello per fermare quella che definiscono una nuova minaccia per l’ambiente e la bellezza naturale della zona: la proliferazione incontrollata di parchi eolici e impianti fotovoltaici. La questione è stata sollevata in una riunione promossa dalla sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, e ha visto la partecipazione di numerosi primi cittadini, preoccupati per l’impatto che tali impianti potrebbero avere sul paesaggio e sull’economia locale. La Valle del Belice, celebre per i suoi paesaggi incontaminati, la sua storia e la sua vocazione agricola e turistica, è al centro di un dibattito che vede la necessità di bilanciare la spinta verso le energie rinnovabili con la tutela del territorio. Il timore dei sindaci riguarda soprattutto le numerose richieste di realizzazione di impianti eolici, con torri che potrebbero arrivare a 200 metri di altezza, e la posa di vasti pannelli solari che rischiano di deturpare irrimediabilmente il paesaggio.

Energie rinnovabili sì, ma con equilibrio

Nonostante i sindaci riconoscano l’importanza delle energie rinnovabili, le loro preoccupazioni sono legate a uno sviluppo che rischia di compromettere l’integrità paesaggistica, culturale ed economica della valle. La Valle del Belice è infatti un’area di grande valore storico e culturale, come dimostra la designazione di Gibellina come città italiana dell’Arte contemporanea per il 2026. Un riconoscimento che pone l’accento sulla sua vocazione culturale e turistica, aspetti che potrebbero subire gravi danni se il territorio venisse invaso da impianti industriali. Il manifesto congiunto firmato dai sindaci chiede una sospensione delle procedure autorizzative per la costruzione di nuovi impianti e la revoca di quelle relative a cantieri non ancora avviati. La richiesta è di avviare un piano regionale che individui le aree non idonee alla realizzazione di questi impianti, per evitare che vengano realizzati in aree di valore paesaggistico, agricolo o culturale.

I numeri della questione

I dati riportati durante l’incontro evidenziano la gravità del fenomeno: le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale in Sicilia sono più che quadruple rispetto agli obiettivi regionali fissati per legge. Le province di Trapani e Agrigento, in particolare, stanno vivendo una concentrazione significativa di queste richieste, che insieme rappresentano quasi il 40% delle domande regionali. Se da un lato l’espansione delle energie rinnovabili è una priorità per il futuro, dall’altro non si può ignorare il rischio di un’industrializzazione selvaggia che potrebbe compromettere l’identità della regione.

L’appello alla politica

Il manifesto dei sindaci della Valle del Belice, firmato durante l’incontro, sarà consegnato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in occasione dell’inaugurazione di Agrigento come Capitale Italiana della Cultura 2025. L’appello è chiaro: le energie rinnovabili sono fondamentali per il futuro, ma è necessario che il loro sviluppo avvenga in maniera equilibrata, rispettando le caratteristiche uniche del territorio, la sua storia e la sua vocazione. In questo modo, si potrà garantire un futuro sostenibile che coniughi progresso e tutela ambientale. La sfida, dunque, non è solo quella di produrre energia pulita, ma di farlo nel rispetto di un paesaggio che è patrimonio di tutti, ma che soprattutto i cittadini della Valle del Belice vogliono preservare per le generazioni future.

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