Appello al Governo e all’UE delle associazioni: “Liberate l’attivista curda Pakshan Azizi”

redazione

Appello al Governo e all’UE delle associazioni: “Liberate l’attivista curda Pakshan Azizi”

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venerdì 17 Gennaio 2025 - 01:57

“Ci appelliamo al Governo italiano e all’Unione Europea affinché intervengano urgentemente, utilizzando tutti gli strumenti politici e diplomatici necessari, per chiedere la liberazione di Pakshan Azizi, accusata di “ribellione alla Repubblica Islamica” e di far parte di gruppi armati curdi fuori legge”, dichiarano le associazioni firmatarie che inviano un accorato invito alle alte Istituzioni di intervenire per tutelare i diritti dell’attivista curda, ovvero il Centro Antiviolenza ‘La Casa di Venere’, il Comitato Pari Opportunità del Comune di Marsala, l’Udi Palermo, l’Udi Trapani, l’Udi Napoli, Onde Palermo, Salute Donna Aps Napoli, Protocollo Napoli Aps, l’Arci Donna Aps (Na), l’Ass. Maddalena (Na), Dedalus Coop Soc. (Na), l’Ass. Dream Team Donne in Rete (Na), Le Kassandre Aps (Na), la Camera Penale Avvocati Marsala, l’Ass. Libera, l’Ass. Con Te Donna, il CIF.

Pakshan Azizi, “… ingiustamente detenuta dal 2023 nel carcere di Evin – un luogo tristemente noto per le violazioni dei diritti umani e dove è stata recentemente imprigionata anche la nostra giornalista Cecilia Sala –, è stata condannata a morte dalla Corte Suprema di Teheran, che ha confermato una sentenza emessa dal tribunale iraniano dopo un processo ingiusto e privo di garanzie”, proseguono le organizzazioni.L’attivista curda Azizi rischia l’impiccagione per aver svolto attività umanitarie in Siria, un impegno esclusivamente pacifico e senza alcuna connotazione politica”, spiegano. “La sua condanna è il frutto di una sentenza disumana, mirata a fermare il movimento Donna, Vita e Libertà, nato nel 2022 in seguito all’uccisione di Mahsa Amini. Si tratta di una sentenza volta a intimidire e reprimere le minoranze etniche e le donne che protestano per affermare la propria libertà e rivendicare i propri diritti. È fondamentale che questa ingiusta e disumana condanna venga portata all’attenzione internazionale, affinché si sveglino le coscienze e si mobilitino azioni concrete per salvare questa giovane donna“.

L’Occidente deve condannare con fermezza il regime dittatoriale dell’Iran e tutti i Paesi che reprimono le libertà personali delle donne, calpestando la loro dignità. Le donne non possono essere strumentalizzate per scopi geopolitici e poi dimenticate, abbandonate in situazioni di oppressione grave e sistematica – affermano ancora le associazioni -. Il rispetto per la dignità e la libertà delle donne deve essere al centro dell’agenda politica internazionale. Non può essere relegato ai margini né ignorato nei corridoi del potere maschile. È necessaria una presa di coscienza collettiva e globale. Donne e uomini insieme devono alzare la voce contro la violenza sulle donne e la violazione dei diritti umani. È indispensabile dare concreta applicazione alla Convenzione di Istanbul, restituendo alle donne, in ogni angolo del mondo, la libertà che troppo spesso viene loro negata”.

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