Fu la prima donna a capo di una Squadra Mobile in Italia. A 91 anni, Fernanda Santorsola ha deciso di condividere la sua storia in un libro autobiografico, “La rivincita della memoria… quando Eva sfidò Adamo ed entrò in Polizia”. Questo volume rappresenta non solo una testimonianza della sua carriera unica ed innovativa che ha aperto la strada a una generazione di donne nella Polizia, affrontando pregiudizi e difficoltà con un coraggio esemplare. C’è un particolare che lega la figura di Santorsola alla città di Marsala.

Fernanda nasce in Puglia e, dopo essersi laureata in Giurisprudenza, decide di intraprendere una strada allora inusuale per una donna. All’inizio degli anni ’60 vince il concorso per accedere al Corpo di Polizia Femminile, un traguardo significativo in un’epoca in cui il ruolo delle donne nelle forze dell’ordine era marginale e spesso confinato a mansioni secondarie. La sua prima assegnazione fu la Questura di Brindisi, dove ebbe modo di distinguersi per la sua professionalità e determinazione. Dopo qualche anno, fu trasferita ad Ancona, una città che sarebbe diventata la sua seconda casa e il palcoscenico delle sue più grandi imprese investigative. Qui, la Santorsola si dedicò a una vasta gamma di indagini, spesso affrontando casi di grande rilevanza nazionale. Tra questi anche il caso che ebbe risonanza mediatica in tutto il Paese del cosiddetto “mostro di Marsala”: un uomo aveva commesso abusi su tre bambine prima di ucciderle. In questa occasione, Fernanda, nonostante non fosse ‘di stanza’ a Capo Boeo, contribuì alla cattura del colpevole. Questo successo rappresentò uno dei momenti più alti della sua carriera, mettendo in luce il valore di una donna capace di eccellere in un campo allora dominato dagli uomini.
Il culmine della carriera di Fernanda Santorsola arrivò con la nomina a Capo della Squadra Mobile di Ancona, il primo incarico di questo tipo affidato a una donna in Italia. Questo traguardo storico non fu privo di sfide: Fernanda si trovò a guidare un team di investigatori in un contesto operativo spesso ostile, sia per le difficoltà intrinseche del lavoro che per le resistenze culturali ancora presenti. Si dedicò a vari casi eclatanti: al traffico di droga, alle rapine, alle estorsioni e ad altri reati gravi. Anche dopo il suo pensionamento, Fernanda Santorsola non ha smesso di servire la comunità, assumendo il ruolo di giudice di pace ad Ancona. La sua carriera e il suo esempio continuano a essere fonte di ispirazione per le donne che aspirano a entrare nella Polizia di Stato e per chiunque creda nel valore dell’impegno e della dedizione.