Alluvione nel trapanese, i salicoltori chiedono i danni

redazione

Alluvione nel trapanese, i salicoltori chiedono i danni

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mercoledì 11 Gennaio 2023 - 11:50

Alcuni salicoltori di Misiliscemi, dopo la denuncia presentata dagli abitanti della frazione di Nubia in merito alle alluvioni dei mesi scorsi, hanno notificato agli organi competenti una richiesta di risarcimento danni e presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Trapani, con l’assistenza dell’avvocato Maria Giustiniano del Foro di Trapani, affinché vengano effettuati gli opportuni accertamenti e valutati gli eventuali profili di illiceità penale.

“E’ ancora vivo il ricordo della recente l’alluvione che pochi mesi fa ha colpito diverse aree del nostro territorio, in particolare la frazione di Salinagrande del neo comune di Misiliscemi – si legge nel documento -; altrettanto difficilmente si possono dimenticare le immagini delle persone soccorse per strada, nelle auto e persino sui tetti a causa dell’enorme quantità di fango riversatosi sulle strade a seguito dell’esondazione del Torrente Verderame, che ha impedito la circolazione e invaso le abitazioni”.

“Le Saline – spiega la legale Giustiniano – fanno parte della Riserva Naturale Orientata “Saline di Trapani e Paceco”, istituita nel 1995 ed affidata in gestione al WWF Italia. Si tratta di una Riserva atipica in quanto le Saline di Trapani, che per il loro valore ambientale sono sottoposte a diversi vincoli di tutela, sono proprietà private dove, ancora oggi, viene effettuata un “attività industriale”. Di fatto le Saline continuano ad esistere solo grazie alla passione e alla costanza dei proprietari e degli uomini che vi lavorano. Ricordo che la zona ha subìto dei danni nel corso dell’alluvione del 2003. E’ impensabile ed inaccettabile che le conseguenze di un evento meteo avverso possano compromettere il lavoro e il futuro delle famiglie e la stessa incolumità degli abitanti di un’intera frazione”.

Avv. Maria Giustiniano

L’avvocato, in rappresentanza dei salicoltori, continua: “E’ necessario che i vari Enti, nello svolgimento delle funzioni che gli competono, intraprendano le azioni necessarie all’identificazione degli scenari di rischio probabili e, ove possibile, al preannuncio, al monitoraggio, alla prevenzione volta a evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi, nonché a tutelare l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali e da altri grandi eventi che determinino situazioni di grave rischio“.

Lo stesso Presidente della Regione, Renato Schifani, si è immediatamente recato sui luoghi e nei giorni seguenti ha emanato un decreto per dichiarare lo stato di crisi e di emergenza. Recentemente si è appreso della riprogrammazione dei fondi FSC che vedrebbe destinati 15 milioni, di cui 5 milioni ai privati, a titolo di indennizzo per le popolazioni colpite delle alluvioni. Il comparto spera che l’erogazione, seppur insufficiente, ma comunque un piccolo passo, sia tempestiva, nel frattempo con la denuncia querela chiede che vengano effettuati gli opportuni accertamenti e valutati gli eventuali profili di illiceità penale.

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