Scandalo numeri Covid falsi, mesi fa i sindaci di Trapani e Orlando (Palermo) volevano vederci chiaro…

redazione

Scandalo numeri Covid falsi, mesi fa i sindaci di Trapani e Orlando (Palermo) volevano vederci chiaro…

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martedì 30 Marzo 2021 - 09:49

Lo scandalo della falsificazione dei dati Covid – in particolare di tamponi e positivi – esploso all’alba di oggi dopo un’operazione congiunta di Nas Palermo e Comando Provinciale di Trapani (leggi QUI) ha fatto scattare la misura cautelare degli arresti domiciliari per il dirigente e due suoi collaboratori del Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (D.A.S.O.E.) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. L’accusa è di falso materiale ed ideologico in concorso. Al momento per Razza solo un avviso di garanzia ma il sequestro dei cellulari sui cui si sta indagando.

Eppure nei mesi scorsi, dubbi si erano insinuati sulla precisa corrispondenza dei dati delle Aziende Sanitarie locali con quelli indicati ufficialmente dalla Regione. Nel dicembre scorso, i sindaci del territorio trapanese avevano anche scritto al Commissario Straordinario dell’Asp, Paolo Zappalà, per chiedere “… la trasmissione tempestiva e precisa dei dati quotidiani relativi alla situazione sul fronte del Coronavirus in ogni territorio”. “Da diversi giorni – si legge nella nota – non giungono ai Comuni della provincia i report sintetici giornalieri sui soggetti positivi al contagio da Covid-19”. Potete leggere la lettera per intero QUI

Ma anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, nonchè presidente dell’AnciSicilia, aveva chiesto al Commissario straordinario per l’emergenza Covid Renato Costa e alla direttrice della Asp Daniela Faraoni la trasmissione di dati aggiornati sull’andamento dei contagi a Palermo. “Ciò impone la necessità di disporre di dati precisi città per città“, affermava Orlando.

Ora si mette un punto a tutti questi dubbi, o forse un punto e virgola e sarà solo l’avvio di qualcosa di molto più vasto.

C’è anche da ricordare l’arresto dell’ex Commissario Asp di Trapani Fabio Damiani, del suo collaboratore Salvatore Manganaro e di altri 8 soggetti tra cui Antonino Candela che era stato nominato coordinatore scelto dal Governatore Musumeci per gestire l’emergenza Covid-19 in Sicilia. L’accusa in questo caso era corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà degli incanti (Leggi tutta la notizia QUI).

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