Alta tensione nel Pd di Marsala per i procedimenti disciplinari. Passalacqua: “Esigo le scuse da Mezzapelle e Venuti”

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Alta tensione nel Pd di Marsala per i procedimenti disciplinari. Passalacqua: “Esigo le scuse da Mezzapelle e Venuti”

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sabato 30 Gennaio 2021 - 07:30

Come anticipato ieri, sei tesserati del Pd di Marsala sono stati contattati dalla commissione provinciale di garanzia a proposito di un procedimento disciplinare avviato nei loro confronti per i fatti verificatisi in occasione delle ultime amministrative. Protagonisti della vicenda, loro malgrado, sono il consigliere comunale Mario Rodriquez, le ex consigliere Linda Licari e Luana Alagna, l’ex assessore Rino Passalacqua, e gli iscritti Matilde Sciarrino e Massimo De Vita: tutti candidati con il centrosinistra, a sostegno del sindaco uscente Alberto Di Girolamo, ma strategicamente distribuiti tra liste diverse (Marsala Coraggiosa, Marsala Europea e Cento Passi per la Sicilia).

Che la scelta non fosse piaciuta al segretario provinciale Domenico Venuti è cosa nota, tuttavia le liste e le candidature sono state definite alla luce del sole, senza che nessuno ponesse veti ufficiali e la stessa segretaria Rosalba Mezzapelle, in qualità di assessora designata, si è più volte ritrovata a condividere il palco con Licari e Alagna. La sconfitta della coalizione di Di Girolamo è stata pesante, ma uno degli aspetti più sorprendenti è stato il mancato raggiungimento, da parte del Pd, del quorum necessario per accedere al Consiglio comunale. Un esito che, secondo alcuni dirigenti dei democratici, è da addebitare principalmente alla mancata convergenza di tutti i citati iscritti nella lista ufficiale del Pd. Tra i sei esponenti dem oggetto del procedimento disciplinare c’è comprensibile amarezza. Linda Licari, la rappresentante dei progressisti più votata tra le quattro liste della coalizione, preferisce non commentare, mentre Luana Alagna, che ha mancato per poco la rielezione, ha affidato ai social le proprie riflessioni sulla vicenda.

L’ex assessore all’urbanistica Rino Passalacqua ricostruisce così i fatti: “Quando ho fatto la tessera pensavo di essere utile a questo contenitore democratico e di dare un contributo sia sul piano locale che a livello generale. Quando si stava avvicinando il momento di mettere in campo le candidature, ci siamo ritrovati i soliti protagonisti che tendevano a rimandare la scelta del candidato sindaco, senza presentare proposte alternative. Nel frattempo, abbiamo cominciato a capire che, alla luce della legge elettorale e dell’effetto trascinamento, era più utile creare una coalizione con più liste. Finalmente, nell’ultimo direttivo, il Pd ha annunciato di voler appoggiare Alberto Di Girolamo, anche se le fratture sono rimaste non sanate, com’è poi risultato evidente durante la campagna elettorale. Ad ogni modo, non era pensabile presentarsi alla città soltanto con la lista del Pd a sostegno del candidato sindaco e ci siamo distribuiti tra Marsala Coraggiosa, Marsala Europea e Cento Passi per la Sicilia, con l’obiettivo di fare in modo che ogni lista avesse almeno quattro candidati trainanti”.

Nonostante un campagna elettorale generosa, in cui Di Girolamo e i suoi alleati più motivati hanno battuto in lungo e largo la città per raccontare il lavoro fatto in cinque anni e i progetti per il quinquennio successivo, la tendenza a favore di Grillo – sostenuto da nove liste, elettoralmente molto competitive – è parsa subito evidente, fino a determinare una delle più cocenti sconfitte del centrosinistra in città.

“Gli scrutini – prosegue Passalacqua – hanno determinato un verdetto catastrofico. Ci aspettavamo una riflessione da parte del Pd, e più in generale della coalizione di centrosinistra. La segretaria non si è fatta sentire e, nonostante le nostre sollecitazioni, non ha nemmeno formalizzato la composizione della sua segreteria, a distanza di diversi mesi dal suo insediamento. Finalmente, un mese e mezzo fa, c’è stato un direttivo in remoto, in cui ho personalmente definito la sconfitta una Waterloo su tutti i fronti. Alla luce di ciò, ho chiesto che tutti facessimo un passo indietro e che venisse azzerato il gruppo dirigenziale, augurandomi che la prossima segreteria non fosse frutto di decisioni prese in altre città della provincia, ma all’interno del partito di Marsala”.

Il resto è storia recente, con il comunicato della segretaria Rosalba Mezzapelle sul trasferimento dell’Itet nei locali del vecchio Tribunale, duramente contestato dagli ex consiglieri e dagli ex assessori della giunta Di Girolamo. “Di fronte alle nostre proteste per una presa di posizione assolutamente non concordata – spiega Rino Passalacqua – ci è stato detto che non eravamo stati consultati perchè la nostra posizione all’interno del partito risultava congelata. Adesso apprendiamo di questa nota da parte della commissione di garanzia: per quanto mi riguarda, esigo le scuse da parte della segretaria comunale e del segretario provinciale”.

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