Musumeci, “Lo Stato non ci aiuta a combattere il coronavirus, da Roma non ci rispondono”

Gaspare De Blasi

Musumeci, “Lo Stato non ci aiuta a combattere il coronavirus, da Roma non ci rispondono”

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giovedì 26 Marzo 2020 - 19:55
Musumeci, “Lo Stato non ci aiuta a combattere il coronavirus, da Roma non ci rispondono”

“Se Roma non ci ascolta corriamo il rischio di combattere una guerra con le fionde”. E’ quanto dichiarato il governatore della Sicilia Nello Musumeci. “Abbiamo chiesto 362 aspiratori elettrici e ce ne hanno consegnati zero. Cinquecentomila kit diagnostici, consegnati zero. Ventilatori elettrici, richiesti 416 e consegnati zero. Mascherine ffp2 e ffp3 richieste 5,2 milioni, consegnate 41.560. Mascherine chirurgiche richieste 13 milioni, consegnate 170mila. Guanti sterili richiesti 53milioni, consegnati 82mila».

Musumeci intervenendo in Tv ad una nota trasmissione ha aggiunto:

«Noi possiamo emettere tutte le ordinanze che vogliamo e il governo puoi emettere tutti i decreti che vuole ma se non c’è la sufficiente forza per fare i controlli, con le sanzioni conseguenti per chi non rispetta le norme, non abbiamo fatto niente. La Sicilia ha bisogno di avere i militari in gran numero. Io ho chiesto l’intervento dell’Esercito e mi hanno dato purtroppo solo qualche centinaio di uomini, ma non bastano perché serve una mobilitazione generale. Finora noi ci siamo salvati dalla grande ondata, anche se deve ancora arrivare Abbiamo immaginato un picco di 7mila contagiati quindi il massimo che si possa immaginare in una condizione di dilagante epidemia con 2.800 posti letto per gli ospedalizzati, cioè positivi che non avranno bisogno di andare in terapia intensiva, e con 600 posti di rianimazione (oggi ne abbiamo ricoverati 68). Ma qualunque sforzo previsionale di programmazione per un Piano di contrasto pubblico e privato già attivato è vano se combattiamo una guerra con le fionde. Io continuo a chiedere materiale per poter attrezzare i nostri ospedali aperti e quelli da aprire, ma da Roma non rispondono. Se lo Stato non è presente in periferia anche attraverso queste iniziative la gente perde la fiducia».

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