Processo Rostagno: condannati Virga e Mazzara

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Processo Rostagno: condannati Virga e Mazzara

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venerdì 16 Maggio 2014 - 01:38
Processo Rostagno: condannati Virga e Mazzara

Dopo quasi 60 ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise del Tribunale di Trapani, presieduta da Angelo Pellino, ha condannato all’ergastolo Vincenzo Virga e Vito Mazzara, accogliendo così le richieste dei pubblici ministeri Paci e Del Bene. Il capomafia trapanese e il sicario erano rispettivamente accusati di essere il mandante e l’esecutore materiale dell’omicidio di Mauro Rostagno.

Una sentenza che giunge dopo un lungo iter processuale e a poco meno di 26 anni da un’esecuzione che spense la voce del sociologo piemontese. Una voce che dagli schermi di Rtc, ogni giorno, raccontava ai trapanesi il malaffare che regnava sulla loro terra e le connivenze tra Cosa Nostra, politica e massoneria.

In aula, ad attendere la sentenza, molti cittadini trapanesi, numerosi giornalisti e i familiari di Mauro Rostagno: la figlia Maddalena, la sorella Carla e l’ex compagna Chicca Roveri. Presenti anche l’ex pm e commissario della Provincia di Trapani Antonio Ingroia e il portavoce del M5S al Senato, il trapanese Vincenzo Santangelo.

Il collegio ha inoltre condannato i due imputati al risarcimento delle parti civili tra le quali l’Ordine dei giornalisti, la comunità Saman, di cui Rostagno era il fondatore, i familiari del sociologo e l’Associazione della stampa. La Corte ha anche disposto la trasmissione in Procura delle deposizioni di una serie di testimoni, contro i quali è stato ipotizzato il reato di falsa testimonianza: tra questi il maresciallo dei carabinieri Beniamino Cannas, la moglie del generale dei servizi segreti Angelo Chizzoni, Caterina Ingrasciotta, moglie dell’editore di Rtc Bulgarella, il giornalista Salvatore Vassallo, il finanziere Angelo Voza, il massone Natale Torregrossa e i tre muratori che si presentarono a fornire un racconto che alla luce della sentenza potrebbe essere servito da alibi al commando. Tutto ciò a conferma di una vicenda estremamente controversa, rispetto alla quale sono ancora molti i nodi da sciogliere.

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