Barca affonda a Cala Bianca, cinque persone tratte in salvo
CASTELLAMMARE DEL GOLFO – Momenti di paura al largo di Cala Bianca, nel territorio di Castellammare del Golfo, dove un’unità da diporto ha iniziato a imbarcare acqua fino ad affondare completamente. Le cinque persone che si trovavano a bordo sono state tratte in salvo.
L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di domenica 23 agosto, nell’ambito dell’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026”. La richiesta di soccorso è arrivata intorno alle 16.30 alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Trapani attraverso il Numero blu 1530.
La Guardia Costiera ha inviato nella zona il battello GC B86, dislocato presso l’Ufficio locale marittimo di Castellammare del Golfo.
Il natante ha iniziato a imbarcare acqua
Secondo la ricostruzione fornita dalla Capitaneria di Porto, l’imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua mentre si trovava al largo di Cala Bianca.
Le condizioni del natante sono peggiorate rapidamente. Le persone presenti a bordo si sono ritrovate in una situazione di pericolo mentre l’unità perdeva galleggiabilità.
In poco tempo la barca è affondata completamente. Le cause dell’ingresso dell’acqua non sono ancora state chiarite e saranno oggetto degli accertamenti avviati dall’Autorità marittima.
La tempestiva richiesta di aiuto ha permesso di attivare subito il dispositivo di soccorso.
Il primo aiuto dalle barche presenti
Prima dell’arrivo della Guardia Costiera, alcune imbarcazioni presenti nelle vicinanze hanno raggiunto i cinque diportisti e prestato loro una prima assistenza.
Il comportamento degli equipaggi che si trovavano nella zona ha permesso di mettere rapidamente in sicurezza le persone sorprese dall’affondamento.
Pochi minuti dopo è arrivato il mezzo dell’Ufficio locale marittimo di Castellammare del Golfo. I militari hanno raggiunto i naufraghi e avviato le operazioni di trasferimento.
Le cinque persone sono state trasbordate sul battello della Guardia Costiera e accompagnate in porto in piena sicurezza.
Nessuno ha avuto bisogno di cure mediche
Una volta raggiunto il porto, i cinque diportisti sono apparsi visibilmente scossi per quanto accaduto.
Fortunatamente, nessuno di loro aveva riportato ferite o manifestava condizioni tali da rendere necessari ulteriori accertamenti sanitari.
L’episodio si è quindi concluso senza conseguenze fisiche per gli occupanti. La rapidità dei soccorsi e l’intervento delle altre imbarcazioni hanno evitato che la situazione potesse avere un esito più grave.
Indagini sulle cause dell’affondamento
L’Ufficio locale marittimo di Castellammare del Golfo ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Le verifiche dovranno stabilire perché il natante abbia iniziato a imbarcare acqua e quali condizioni abbiano provocato il suo completo affondamento.
Gli investigatori potranno valutare lo stato dell’imbarcazione, la sua manutenzione e gli eventuali problemi tecnici verificatisi durante la navigazione.
Al momento la Guardia Costiera non ha fornito ulteriori particolari sul tipo di unità coinvolta o sulla profondità alla quale si trova il relitto.
Il proprietario dovrà recuperare il natante
Nei prossimi giorni inizieranno le operazioni di recupero dell’imbarcazione affondata.
Le attività saranno eseguite a cura del proprietario, sotto il coordinamento della Guardia Costiera. Il recupero dovrà avvenire garantendo la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino.
L’Autorità marittima seguirà le diverse fasi dell’intervento, dalla localizzazione del natante fino alla sua rimozione dalle acque.
Le operazioni potranno inoltre fornire nuovi elementi utili a comprendere le cause dell’affondamento.
Nessuna traccia di inquinamento
Dopo l’incidente sono state effettuate verifiche anche sotto il profilo ambientale.
La Capitaneria di Porto comunica che non è stata rilevata alcuna forma di inquinamento nelle acque interessate dall’evento.
Il monitoraggio proseguirà durante le operazioni di recupero. La presenza di carburante o altri liquidi all’interno di un’imbarcazione affondata richiede infatti particolare attenzione per evitare dispersioni in mare.
L’intervento della Guardia Costiera
L’operazione rientra nelle attività di “Mare e Laghi Sicuri 2026”. Durante la stagione estiva la Guardia Costiera intensifica i controlli lungo i litorali e nelle zone maggiormente frequentate da bagnanti e diportisti.
La presenza dei mezzi navali permette di intervenire rapidamente in caso di avarie, incidenti, persone in difficoltà o imbarcazioni che rischiano di affondare.
L’episodio di Cala Bianca conferma anche l’importanza della collaborazione tra chi naviga. Le barche presenti hanno infatti garantito il primo aiuto in attesa dell’arrivo dei soccorritori.
Le raccomandazioni ai diportisti
La Guardia Costiera invita i diportisti a controllare sempre l’efficienza dell’imbarcazione prima di prendere il mare.
La verifica deve riguardare il motore, lo scafo, gli impianti e gli strumenti di bordo. È inoltre necessario controllare la presenza e il corretto funzionamento delle dotazioni di sicurezza.
Prima della partenza è importante consultare le previsioni meteomarine. Il controllo deve proseguire anche durante la navigazione, soprattutto nelle zone maggiormente esposte ai cambiamenti del vento e del moto ondoso.
In presenza di una situazione di pericolo bisogna chiedere aiuto senza ritardi, indicando con precisione la posizione, il numero delle persone a bordo e il tipo di problema.
Per le emergenze in mare sono attivi il Numero blu 1530 della Guardia Costiera e il Numero unico di emergenza 112.
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