Marsala Live

admin@admin.com

Morti sul lavoro in Italia: Sicilia in zona rossa nel report nazionale

Condividi su:

mercoledì 11 marzo 2026 - 9:00

Morti sul lavoro in Italia

Palermo – Il nuovo anno si apre con 34 morti sul lavoro in Italia nel mese di gennaio 2026, un dato comunque in calo rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia il fenomeno resta preoccupante e coinvolge diverse regioni, tra cui anche la Sicilia, indicata tra quelle con maggiore incidenza di vittime.

Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, le vittime registrate nel primo mese dell’anno sono 34: 28 durante l’attività lavorativa e 6 nel tragitto casa-lavoro.

Il dato segna una riduzione del 43,3% rispetto a gennaio 2025, con 26 morti in meno. Nonostante questo miglioramento, gli esperti invitano alla prudenza.

“È presto per parlare di emergenza superata – spiega l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio – ma il calo rappresenta una prima inversione di tendenza attesa da tempo”.

Sicilia tra le regioni con più morti sul lavoro

Il report evidenzia anche una mappa del rischio regionale, che mette in luce le aree del Paese con maggiore incidenza di infortuni mortali.

Tra le regioni con il numero più elevato di vittime totali figurano:

  • Lombardia
  • Veneto
  • Campania
  • Liguria
  • Piemonte
  • Lazio
  • Sicilia

Ancora più significativo è il dato sull’incidenza rispetto alla popolazione lavorativa.

Secondo la classificazione dell’Osservatorio Vega, la Sicilia rientra nella “zona rossa”, ovvero tra le regioni con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale.

In questa fascia rientrano anche:

  • Liguria
  • Friuli-Venezia Giulia
  • Marche

L’indice medio nazionale è pari a 1,2 morti sul lavoro ogni milione di occupati.

Ulteriori dati e approfondimenti sono consultabili sul sito dell’Osservatorio Vega Engineering.

I settori più colpiti dagli infortuni mortali

Il fenomeno degli infortuni mortali continua a concentrarsi in alcuni comparti produttivi.

A gennaio 2026 i settori più colpiti risultano:

  • Attività manifatturiere
  • Trasporti e magazzinaggio

Questi comparti registrano il numero più alto di incidenti gravi e decessi legati all’attività lavorativa.

Il report evidenzia anche i giorni della settimana con maggiore incidenza di incidenti: il venerdì è risultato il giorno più luttuoso, seguito dal mercoledì.

Morti sul lavoro: le fasce di età più a rischio

L’analisi statistica individua anche le categorie di lavoratori maggiormente esposte.

L’incidenza più elevata riguarda:

  • lavoratori oltre i 65 anni
  • lavoratori tra 55 e 64 anni
  • giovani tra 15 e 24 anni

Dal punto di vista numerico, invece, la fascia 55-64 anni registra il maggior numero di vittime, con 12 decessi su 28 avvenuti durante l’attività lavorativa.

Morti sul lavoro e lavoratori stranieri

Il report evidenzia inoltre una situazione particolarmente critica per i lavoratori stranieri.

Su 34 vittime totali:

  • 8 sono lavoratori stranieri
  • 6 deceduti durante l’attività lavorativa
  • 2 durante il tragitto casa-lavoro

In termini di incidenza, il rischio risulta più che doppio rispetto ai lavoratori italiani:

  • 2,4 morti per milione di occupati tra gli stranieri
  • 1,0 tra i lavoratori italiani

Denunce di infortunio in lieve aumento

Accanto al dato sui decessi, il report analizza anche le denunce complessive di infortunio.

A fine gennaio 2026 le segnalazioni sono state 41.905, leggermente in aumento rispetto alle 41.800 registrate nello stesso periodo del 2025.

Il maggior numero di denunce proviene da:

  • Attività manifatturiere
  • Sanità
  • Trasporto e magazzinaggio
  • Commercio
  • Costruzioni

I dati evidenziano quindi un fenomeno ancora diffuso che richiede attenzione costante sul fronte della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il quadro nazionale mostra segnali di miglioramento, ma la presenza della Sicilia tra le regioni a rischio più elevato conferma la necessità di rafforzare controlli, formazione e cultura della sicurezza.


Leggi gli approfondimenti su Marsala Live

Condividi su: