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Mazara, la comunità di Borgata Costiera scrive al sindaco Quinci: “Servono risposte concrete”

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venerdì 06 marzo 2026 - 5:00

Borgata Costiera

Mazara del ValloLa borgata Costiera torna al centro del dibattito cittadino con una lunga e articolata lettera indirizzata al sindaco Salvatore Quinci dal parroco don Antonino Favata, a nome dell’intera comunità locale. Un documento dettagliato, che mette insieme criticità storiche, problemi quotidiani e prospettive future, con una richiesta chiara: aprire un confronto serio e avviare interventi concreti per restituire dignità, servizi e vivibilità a un territorio che chiede di essere riconosciuto come parte piena della città.

La lettera, datata 28 gennaio 2026, è firmata da don Antonino Favata, parroco di San Giuseppe, e dagli abitanti di Borgata Costiera. Nel testo si sottolinea che il sacerdote, dal suo ingresso in parrocchia nell’ottobre scorso, ha scelto di vivere il ministero con una presenza quotidiana e costante nella borgata. In particolare, durante la benedizione delle case, protrattasi da ottobre 2025 a gennaio 2026, ha incontrato quasi tutte le famiglie, entrando nelle loro abitazioni e raccogliendo storie, difficoltà e richieste.

Secondo quanto riportato, la borgata Costiera è composta da 137 nuclei familiari già visitati, oltre a una scuola con una sezione dell’infanzia e una classe eterogenea per la primaria, due bar in piazza del Popolo, una struttura riabilitativa privata, “Borgo Blu”, la comunità terapeutica “Casa dei Giovani” per il recupero dei tossicodipendenti e un B&B. Nel territorio sono presenti anche l’albergo “Almar Giardini di Costanza”, il Consorzio di bonifica, un maneggio di cavalli e diversi bagli. Una realtà articolata, dunque, non marginale per consistenza umana e sociale, che però nel documento lamenta una forte percezione di abbandono.

Borgata Costiera e il senso di distanza dalle istituzioni

Uno dei punti centrali della lettera riguarda proprio il rapporto tra cittadini e istituzioni. Dal testo emerge che la comunità manifesta un forte senso di appartenenza alla borgata, che non viene vissuto in contrapposizione alla città di Mazara del Vallo, ma come richiesta di essere riconosciuta come parte viva, attiva e integrante di essa.

Tuttavia, secondo quanto scritto da don Favata, dall’ascolto diffuso tra i residenti è emersa una percezione di marginalità e di progressivo abbandono, legata alla carenza di servizi, alla scarsa manutenzione ordinaria e all’assenza di una visione progettuale di lungo periodo. L’Amministrazione comunale viene descritta come spesso distante dalla quotidianità del territorio, pur risultando presente soprattutto in occasione delle campagne elettorali, tra rassicurazioni e promesse.

Nel documento si fa riferimento anche a una frase ricorrente tra i residenti: “Tutti vengono a chiedere i voti, ma poi nessuno si interessa davvero”. Alcuni cittadini, si legge ancora, avrebbero anche scritto privatamente al sindaco senza ricevere riscontro, rafforzando così il senso di sfiducia.

A rendere ancora più evidente questo disagio è il confronto con il passato. I cittadini più anziani ricordano infatti anni in cui la borgata disponeva di presìdi essenziali come farmacia, medico, ufficio postale, banca, stazione dei Carabinieri e dei Vigili Urbani, servizi che oggi non ci sono più e che rendevano la vita quotidiana più semplice, soprattutto per famiglie, anziani e bambini.

Servizi essenziali e infrastrutture: acqua, fognature e sportelli assenti

La lettera entra poi nel merito delle criticità, a partire dai servizi essenziali e dalle infrastrutture. Persistono, viene spiegato, problematiche legate all’erogazione dell’acqua e alla rete fognaria. È in fase di completamento la rete idrica di collegamento da Mazara 2 a Costiera, attesa da anni, ma tra i residenti rimangono forti interrogativi sull’adeguatezza del diametro della tubazione e sul mancato collaudo del cosiddetto “fungo dell’acqua”, realizzato oltre trent’anni fa ma mai entrato in funzione.

Nel documento vengono elencate anche altre carenze ritenute molto pesanti per la vita quotidiana della borgata: assenza di un ufficio o sportello comunale di riferimento, assenza di guardia medica, difficoltà dei medici curanti a raggiungere il territorio per le visite domiciliari, mancanza di un sistema stabile e affidabile di trasporto pubblico, difficoltà nell’accesso ai beni di prima necessità e assenza di servizi itineranti.

Viene inoltre richiamata l’attenzione sulla recente realizzazione della conduttura delle acque bianche, che avrebbe comportato il dissesto del manto stradale. Secondo la lettera, sorgono interrogativi sulla necessità e sulla coerenza di questo intervento, soprattutto in assenza di una rete fognaria. Il timore espresso è che, senza manutenzione regolare delle caditoie, acque inquinate possano raggiungere i terreni circostanti, con possibili conseguenze ambientali e igienico-sanitarie.

Borgata Costiera tra strade dissestate, illuminazione carente e degrado urbano

Ampio spazio è dedicato anche alla questione della viabilità, della sicurezza e del decoro urbano. Secondo la comunità, manca anzitutto una segnaletica stradale chiara e visibile che, da Mazara, indichi la borgata. Le strade interne e quelle di collegamento vengono descritte come dissestate, piene di buche, con grate e tombini non a livello dell’asfalto, e dunque pericolose per auto, motorini e pedoni. In caso di pioggia, si legge, molte si riempiono d’acqua.

Particolarmente critica viene definita la strada di ingresso alla borgata dal lato di via Salemi, segnata da enormi pozzanghere e da condizioni che restituiscono un’immagine negativa del territorio. Anche l’illuminazione pubblica viene giudicata insufficiente, soprattutto nel tratto che dal maneggio conduce verso Mazara e nei periodi di forti piogge.

Problemi analoghi vengono segnalati per il collegamento dal lato di Mazara 2, rispetto al quale la lettera pone interrogativi sia sulla regolarità del tracciato sia sulla totale assenza di illuminazione pubblica e di elementi luminosi ai margini della carreggiata. Tra le richieste compare anche quella di delimitare la strada con strisce bianche laterali e centrali, per aumentare la sicurezza.

Il quadro sul decoro urbano è altrettanto severo. Nella lettera si parla di erbacce ai margini delle strade, rifiuti abbandonati, cumuli di spazzatura nelle campagne, cani randagi spesso infestati da zecche e pulci, topi e scarafaggi, oltre a un numero significativo di abitazioni fatiscenti o abbandonate, che alimentano un diffuso senso di degrado e insicurezza.

Piazza del Popolo, fontana abbandonata e disagi dopo gli eventi

Tra i luoghi simbolo della borgata, la lettera si sofferma su Piazza del Popolo, indicata come l’unica piazza del territorio. Qui si chiede un intervento immediato, soprattutto per i rischi connessi alla fontana, mai entrata in funzione dalla sua realizzazione e oggi in evidente stato di abbandono. Nel testo si fa anche riferimento a un progetto di rifacimento che alcuni residenti riferiscono di avere visionato negli uffici tecnici comunali, chiedendo quale sia stato il suo esito.

Il senso di marginalità, scrive il parroco, si è manifestato in modo evidente anche durante il recente periodo natalizio. In borgata, infatti, si sarebbe fatto fatica a percepire un clima di festa condiviso con il resto della città: la piazza antistante la parrocchia è rimasta priva di addobbi e illuminazioni pubbliche, un’assenza letta non solo come fatto estetico ma come segnale simbolico di distanza.

Nel documento trova spazio anche la riflessione sull’unico evento che ogni anno anima la borgata nel mese di agosto, “La festa del pane e della pasta”, organizzata da privati e capace di richiamare numerosi visitatori. Pur riconoscendone il valore aggregativo e attrattivo, i residenti segnalano che, al termine della manifestazione, resterebbero per settimane situazioni di sporco e degrado, senza un adeguato e tempestivo intervento di pulizia e ripristino. La comunità chiede inoltre di essere nuovamente coinvolta nell’organizzazione della festa, come avveniva nei primi anni.

Accanto a ciò, la lettera valorizza il ruolo della struttura riabilitativa privata “Borgo Blu”, che oltre alla missione terapeutica promuove attività di animazione sociale e momenti di sensibilizzazione e condivisione, contribuendo a rafforzare il tessuto umano e solidale della borgata.

Trasporti, scuolabus e disabilità: i disagi per famiglie e studenti

Un altro capitolo molto dettagliato riguarda trasporti e attenzione ai minori. Il servizio di scuolabus del Comune viene definito discontinuo: in più occasioni, si legge, non sarebbe stato effettuato per mancanza di carburante dovuta a problemi della pompa convenzionata oppure per indisponibilità dell’unico autista.

Anche l’unico autobus dell’agenzia “Siberiana”, utilizzato dai ragazzi, viene descritto come insufficiente. Secondo la lettera, effettua una sola corsa al mattino prima delle 8 e rientra a Costiera intorno alle 14, lasciando però gli studenti solo in via Salemi, presso la scuola “Luigi Pirandello”. I ragazzi diretti verso le scuole del centro o di via Castelvetrano sarebbero così costretti a essere accompagnati dai genitori, con aggravio di tempi e costi per le famiglie.

La comunità sottolinea che i ragazzi devono poter scegliere liberamente la scuola secondaria di primo grado da frequentare e che il servizio di trasporto, trattandosi di scuola dell’obbligo, dovrebbe essere garantito. Nella lettera viene anche osservato che il pulmino del Comune accompagna i bambini della città all’AIAS, mentre non raggiunge Costiera.

Molto forte anche il richiamo al tema della disabilità. Si segnala infatti che né lo scuolabus né l’autobus della Siberiana sono dotati di pedana per persone con disabilità: i genitori sarebbero costretti a caricare i figli a braccia. Nel resto della giornata, inoltre, non esisterebbero ulteriori collegamenti o condizioni di accessibilità adeguate. Tra gli auspici espressi nel documento, anche quello di attivare in estate un collegamento stabile tra la borgata e la zona balneare di Tonnarella.

Sul piano educativo e ricreativo, la lettera segnala inoltre l’assenza di un parco giochi, il degrado del campetto di calcio e la necessità di interventi di cura e valorizzazione del giardino e dell’edificio scolastico. Nei pressi della scuola, viene aggiunto, mancherebbero anche parcheggi riservati alle persone con disabilità.

Le chiese della borgata, il restauro e la parrocchia come presidio sociale

Una parte importante del documento riguarda la parrocchia come risorsa del territorio. Accanto alla chiesa nuova, edificata negli anni Ottanta e dichiarata inagibile nel 2004, da oltre vent’anni in stato di abbandono, la lettera segnala anche la necessità di manutenzione straordinaria per la chiesa parrocchiale più antica, risalente al XVIII secolo, in particolare nei locali della sagrestia.

Don Favata spiega che, dal mese di ottobre scorso, due architetti, in collaborazione con la Curia Vescovile di Mazara del Vallo, stanno lavorando insieme a lui e a don Leo Di Simone a un progetto di restauro e riqualificazione della chiesa nuova, per il quale sarà necessario individuare adeguati canali di finanziamento. Contestualmente, il vescovo monsignor Angelo Giurdanella, attraverso il vicario generale e gli uffici della Curia, starebbe seguendo anche la sostituzione di porte e finestre ormai compromesse dal tempo e dalla prolungata mancanza di manutenzione.

Il parroco collega però la dimensione religiosa a quella sociale. Nella lettera afferma infatti di avvertire con forza l’urgenza di strutturare iniziative educative e sociali a favore di grandi e piccoli: laboratori creativi, doposcuola, oratorio parrocchiale, cineforum. L’obiettivo è offrire spazi sani di incontro e crescita, sottraendo bambini e ragazzi alla strada e all’isolamento e sostenendo le famiglie nel loro compito educativo.

Il messaggio di fondo è chiaro: la borgata Costiera non si propone solo come destinataria di interventi, ma come comunità disponibile a collaborare, offrendo partecipazione, idee e corresponsabilità. Don Favata richiama anche il Vangelo e il magistero del compianto Papa Francesco, ricordando che le periferie, geografiche ed esistenziali, chiedono maggiore attenzione, cura e presenza.

La richiesta al sindaco e l’incontro già avvenuto a Palazzo dei Carmelitani

Nella parte finale, la lettera ribadisce che molte delle criticità elencate sarebbero già note all’Amministrazione comunale, in quanto più volte segnalate nel corso degli anni. Tuttavia, secondo i firmatari, troppo spesso sarebbero state accolte solo a livello formale, con ascolti e rassicurazioni verbali, senza una reale presa in carico che si traducesse in scelte chiare, tempi definiti e interventi concreti.

Per questo la comunità chiede oggi non promesse, ma decisioni e azioni verificabili, in un percorso condiviso capace di restituire dignità, vivibilità e speranza alla borgata Costiera, riconoscendola come parte integrante e vitale di Mazara del Vallo.

Il documento si chiude con la disponibilità, da parte del parroco e della comunità, a un incontro e a un momento di confronto diretto nella parrocchia. A corredo della lettera viene poi specificato che don Antonino Favata è stato ricevuto dal sindaco Salvatore Quinci lunedì 2 marzo alle ore 16 a Palazzo dei Carmelitani.

La vicenda riporta così sotto i riflettori una realtà che chiede attenzione concreta e programmazione, partendo dai servizi essenziali, dalla viabilità, dal decoro e dai trasporti, fino alla valorizzazione del tessuto umano, sociale ed educativo della borgata. Una richiesta ampia e dettagliata, che consegna al dibattito pubblico una fotografia precisa delle difficoltà e delle attese di una parte importante del territorio mazarese.

Un confronto avviato che adesso attende risposte concrete e tempi certi, perché dalle periferie passa anche la misura della qualità amministrativa di un’intera città.


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