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Operazione “Last Delivery”, oltre 200 kg di esplosivo in casa: arrestato un quarantenne

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giovedì 12 febbraio 2026 - 14:40

Esplosivo sequestrato a Valderice

Valderice – I Carabinieri hanno sequestrato oltre 210 chilogrammi di esplosivo a Valderice e hanno arrestato un uomo di 40 anni. L’operazione rientra nell’indagine nazionale denominata “Last Delivery”, che ha coinvolto diverse regioni italiane.

Il materiale si trovava in un’abitazione in contrada Lenzi, tra i territori di Erice e Valderice. Durante la perquisizione, i militari hanno scoperto un laboratorio artigianale per la produzione di ordigni ad alta potenzialità.

Al termine delle formalità di rito, i Carabinieri hanno trasferito l’uomo nel carcere di Trapani.

Esplosivo sequestrato a Valderice: cosa hanno trovato i militari

Durante il controllo, i militari hanno rinvenuto 210 chilogrammi di materiale esplosivo già confezionato in 2.108 ordigni. Inoltre, hanno trovato numerose sostanze e strumenti utilizzati per la lavorazione.

In particolare, sono stati sequestrati:

  • circa 55 chilogrammi di polveri varie, tra cui alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo;

  • materiale per il confezionamento, come tubi di plastica, tappi e cilindri di cartone;

  • 650 piombini esplosivi di vario calibro;

  • due pistole segnaletiche, una pistola soft-air e una carabina ad aria compressa.

Inoltre, all’interno dell’abitazione i Carabinieri hanno individuato una postazione informatica utilizzata per la commercializzazione online del materiale.

L’operazione nazionale “Last Delivery”

L’indagine fa parte di una più ampia operazione su scala nazionale, coordinata dai Carabinieri, che ha permesso di individuare una rete dedita al traffico di droga, esplosivi e altri materiali illegali.

Gli investigatori hanno documentato un sistema di vendita attraverso chat, web e spedizioni, spesso con indirizzi e utenze fittizie per ostacolare l’identificazione dei responsabili.

Nel corso dell’operazione, che ha coinvolto oltre 250 militari in tutta Italia, sono scattate decine di perquisizioni e numerosi arresti. Tra questi, il sequestro nel Trapanese rappresenta uno degli episodi più rilevanti per quantità e pericolosità del materiale rinvenuto.

I rischi per la sicurezza pubblica

La presenza di un laboratorio di questo tipo in un’area abitata avrebbe potuto provocare conseguenze gravissime per la sicurezza pubblica. Proprio per questo, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione anche sulla destinazione degli ordigni.

Secondo quanto emerso, alcuni dispositivi acquistati attraverso reti simili sarebbero stati utilizzati in passato anche in azioni intimidatorie avvenute in altre città italiane.

Nel frattempo, le indagini continuano. Gli inquirenti vogliono ricostruire l’intera filiera della produzione e della distribuzione, individuare eventuali complici e verificare altri collegamenti.

Commento della redazione
L’operazione conferma l’importanza dei controlli sul territorio e delle indagini coordinate su scala nazionale. Prevenire situazioni di rischio resta fondamentale per la sicurezza dei cittadini.


Chi desidera seguire gli aggiornamenti sulla cronaca del territorio può consultare il sito Marsala Live (www.marsalalive.it)

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