Sulla gestione dei rifiuti a Trapani non si può giocare. Perché dietro un voto in Consiglio comunale ci sono le strade della città, il decoro urbano, le tasche dei cittadini e il futuro di lavoratori che rischiano di pagare il prezzo di uno scontro politico. È questo il nodo sollevato dall’assessore ai Servizi ambientali e alla Raccolta differenziata, Peppe La Porta, dopo la bocciatura del PEF e le tensioni che hanno investito il servizio di igiene urbana. Dal 2018 a oggi, sostiene l’assessore, è stato portato avanti un lavoro importante per migliorare la gestione dei rifiuti. Un percorso che, tra le difficoltà della lotta all’inciviltà e la necessità di rendere il sistema sempre più efficiente, rischia ora di subire pesanti contraccolpi.
Assessore La Porta, la bocciatura del PEF ha aperto una fase delicata. Qual è la sua principale preoccupazione?
La preoccupazione è che, ancora una volta, a pagare siano i cittadini. Il costo del servizio non scompare con una bocciatura in Consiglio: i rifiuti devono essere raccolti, le strade pulite e il servizio garantito. Se si blocca la programmazione senza indicare una soluzione concreta, si rischia di compromettere quanto costruito negli anni.
La responsabilità politica ricade sull’opposizione, in particolare su Fratelli d’Italia e sui gruppi riconducibili a Daidone e Fileccia?
Chi vota contro una proposta deve assumersi la responsabilità delle conseguenze della propria scelta. Fratelli d’Italia e gli altri gruppi di opposizione hanno tutto il diritto di contestare l’amministrazione, ma hanno anche il dovere di spiegare quale alternativa propongano. Fare opposizione è legittimo, alimentare una contrapposizione che rischia di danneggiare la città senza offrire soluzioni credibili è un’altra cosa. Il Consiglio comunale non può diventare il luogo in cui si fanno battaglie di partito mentre cittadini e lavoratori restano esposti alle conseguenze.
C’è anche il rischio occupazionale…
Ed è l’aspetto che dovrebbe indurre tutti alla massima responsabilità. Quando si riducono le prestazioni, si apre inevitabilmente una questione organizzativa che può avere conseguenze sui lavoratori. Le preoccupazioni emerse nella vertenza con Formula Ambiente non possono essere liquidate come un dettaglio. Dietro ogni posto di lavoro c’è una famiglia. Non possiamo permettere che una contrapposizione politica finisca per aggravare una situazione già difficile. Servono confronto, programmazione e soluzioni concrete, non prove di forza.
E la TARI? I cittadini temono di pagare sempre di più.
È una preoccupazione legittima, che condividiamo. Ma bisogna essere chiari: bocciare un piano non significa cancellare i costi del servizio né garantire automaticamente una riduzione della tassa. Se vogliamo contenere la TARI negli anni futuri, dobbiamo lavorare sull’efficienza, sulla raccolta differenziata, sulla riduzione degli sprechi e sulla lotta all’abbandono illecito. Per farlo servono stabilità e programmazione, non uno scontro permanente che rischia di compromettere i risultati raggiunti.
La lotta all’inciviltà resta una delle sfide più difficili.
Certamente. Possiamo organizzare il servizio nel modo migliore, ma se qualcuno continua ad abbandonare rifiuti per strada, a sporcare e a ignorare le regole, danneggia l’intera comunità. Servono controlli, sanzioni e collaborazione dei cittadini. Proprio per questo dobbiamo rafforzare il sistema, non indebolirlo. Una città più pulita si costruisce insieme, con responsabilità individuale e istituzioni capaci di garantire servizi adeguati.
Qual è, dunque, il suo appello all’opposizione?
È semplice: se vogliono fare opposizione, la facciano. Contestino le nostre scelte, propongano alternative, si confrontino sui numeri e sui contenuti. È il loro ruolo e nessuno lo mette in discussione. Ma non lo facciano a danno dei cittadini. Non mettano a rischio il lavoro di tante persone per una battaglia politica. E soprattutto non facciano credere che basti votare contro per risolvere problemi complessi. Dal 2018 a oggi è stato costruito un percorso che va difeso e migliorato, non demolito per convenienza politica. La città ha bisogno di risposte, non di irresponsabili giochi di posizione. Perché la vera sfida non è mettere in difficoltà l’avversario: è garantire a Trapani un servizio efficiente, una città decorosa e un futuro occupazionale più sicuro.