Mare Monstrum, le motivazioni della Corte su Mimmo Fazio: “Provato l’accordo corruttivo”

Nicola Baldarotta

Mare Monstrum, le motivazioni della Corte su Mimmo Fazio: “Provato l’accordo corruttivo”

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giovedì 15 Ottobre 2026 - 11:05

Depositate le 327 pagine della sentenza d’appello. La prescrizione ha estinto il reato, ma i giudici ricostruiscono i rapporti contestati con Liberty Lines. Intanto l’ex sindaco è pronto a ricandidarsi a Trapani. Tornano al centro della cronaca giudiziaria le vicende dell’inchiesta Mare Monstrum che ha coinvolto l’ex sindaco di Trapani ed ex deputato regionale Mimmo, Fazio.

Sono state depositate le motivazioni della sentenza d’appello, contenute in 327 pagine, nelle quali la Corte d’Appello di Palermo esprime valutazioni nette sulla vicenda. Come riferito dal Giornale di Sicilia, che ha pubblicato la notizia nell’articolo firmato da Fabio Geraci, secondo i giudici sarebbe stato provato l’accordo corruttivo tra Fazio e la compagnia di navigazione Liberty Lines. Nelle motivazioni vengono ricostruiti diversi episodi relativi al periodo in cui Fazio ricopriva il ruolo di deputato regionale. Secondo la ricostruzione della Corte, l’ex parlamentare avrebbe sostenuto gli interessi della compagnia attraverso una serie di interventi, tra cui quelli riguardanti una banchina del porto di Trapani e la posizione di un dirigente regionale.

Un altro passaggio riguarda i lavori effettuati in immobili riconducibili a Fazio e pagati dalla società. L’ex deputato aveva sostenuto che le somme fossero riconducibili a precedenti consulenze professionali, una spiegazione che, secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, non avrebbe trovato conferma negli elementi esaminati dai giudici. Le motivazioni affrontano anche la vicenda relativa alla società Stefania Mode e all’acquisto di Palazzo Europa, nell’area industriale di Trapani. Al centro della ricostruzione figura un pagamento di circa 35 mila euro per 800 bottiglie di vino a una cantina legata alla famiglia di Fazio, operazione che la Corte avrebbe interpretato come una copertura per un pagamento illecito.

Un elemento fondamentale riguarda l’esito processuale. Lo scorso 23 luglio la Corte d’Appello aveva dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. La decisione, quindi, non equivale a un’assoluzione nel merito, ma neppure comporta una nuova condanna penale: il reato si è estinto per decorso del tempo. Le motivazioni depositate consentono ora di conoscere nel dettaglio le valutazioni dei giudici sugli elementi esaminati nel processo.

La vicenda assume anche un rilievo politico. Fazio ha infatti annunciato l’intenzione di ricandidarsi alla carica di sindaco di Trapani, tornando così sulla scena pubblica in vista della prossima competizione amministrativa. Da fonti a lui vicine sembra essere ancora convinto di mettersi a disposizione della città di Trapani con la sua candidatura a sindaco. La domanda è, adesso, cosa ha intenzione di fare in merito alla sentenza di prescrizione alla luce delle motivazioni. Impugnerà ricorrendo? O lascerà correre? Al momento non è dato sapere. Di certo, le motivazioni della sentenza sono destinate ad alimentare il dibattito politico cittadino, riportando al centro una delle inchieste giudiziarie più rilevanti degli ultimi anni per il territorio trapanese.

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