Regionali in Sicilia, il sondaggio: La Vardera davanti a Schifani, dietro De Luca

redazione

Regionali in Sicilia, il sondaggio: La Vardera davanti a Schifani, dietro De Luca

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mercoledì 12 Agosto 2026 - 07:00

La corsa alla Presidenza della Regione Siciliana comincia a regalare i primi segnali di una sfida tutt’altro che scontata. E il nome che emerge con maggiore forza dalle ultime rilevazioni è quello di Ismaele La Vardera. Il nuovo sondaggio BiDiMedia sulle intenzioni di voto per le Regionali siciliane del 2027 indica infatti il leader di Controcorrente in testa nella graduatoria dei candidati alla presidenza, con il 23,1%. Alle sue spalle si colloca l’attuale presidente della Regione, Renato Schifani, al 19,2%, mentre Cateno De Luca raggiunge il 17,3%. Più distanti Giorgio Mulè, all’11,4%, Nuccio Di Paola al 9,8% e Giuseppe Provenzano al 9,7%. Il dato assume ancora più rilievo se incrociato con un’altra rilevazione, quella relativa alle intenzioni di voto per le liste. In questo caso Controcorrente balza addirittura al primo posto con il 19,8%, superando Fratelli d’Italia e gli altri principali partiti dell’Isola. Il dato è stato diffuso da BiDiMedia l’11 agosto e rilanciato anche dall’Agenzia giornalistica Opinione. È una fotografia che, se confermata nel tempo, potrebbe modificare profondamente gli equilibri della politica siciliana. Perché il movimento fondato da La Vardera, nato da pochi mesi, si ritroverebbe davanti ai partiti tradizionali proprio nel momento in cui il centrodestra deve ancora definire il proprio percorso verso le Regionali.

Schifani sotto pressione

Il dato di La Vardera arriva inoltre dopo una serie di rilevazioni che hanno evidenziato le difficoltà del presidente Renato Schifani sul fronte del gradimento personale. In una precedente indagine Swg, Schifani era risultato ultimo nella classifica del gradimento tra i presidenti di Regione. Anche nel sondaggio commissionato da Controcorrente e realizzato da Swg nel 2025, il governatore siciliano era quinto tra i leader politici regionali con il 27% di gradimento, mentre La Vardera risultava primo con il 50%. Il quadro che emerge oggi è quindi particolarmente interessante: Schifani rimane uno dei protagonisti principali della partita, ma non appare più inattaccabile. La Vardera, al contrario, sembra trasformare il consenso personale in un possibile consenso elettorale.

Controcorrente davanti ai partiti

È soprattutto il dato relativo alle liste a rappresentare la sorpresa maggiore. Secondo la rilevazione BiDiMedia, Controcorrente raggiunge il 19,8%, collocandosi davanti a Fratelli d’Italia, Forza Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Un risultato che, se tradotto nelle urne, segnerebbe un vero terremoto negli equilibri dell’Assemblea regionale siciliana. Un movimento nato attorno alla figura di La Vardera riuscirebbe infatti a imporsi come prima forza politica dell’Isola, mettendo alle spalle partiti con una presenza storica e strutturata sul territorio. Il sondaggio, tuttavia, va letto con cautela. La rilevazione BiDiMedia è stata realizzata per Controcorrente attraverso interviste CAWI su un campione di 600 persone residenti in Sicilia. Il margine di errore indicato per i dati regionali è di +/- 4 punti percentuali.

La sfida per Palazzo d’Orléans si riapre

Il dato più politico resta comunque quello relativo ai candidati. La Vardera, con il 23,1%, precede Schifani di 3,9 punti e De Luca di 5,8. Alle loro spalle Mulè si ferma all’11,4%, mentre Di Paola e Provenzano sono praticamente appaiati intorno al 10%. Si tratta naturalmente di un sondaggio e non di una previsione del risultato elettorale. Mancano ancora molti mesi alle Regionali e soprattutto devono essere definiti alleanze, candidature e programmi. Ma la fotografia di oggi racconta una Sicilia nella quale gli equilibri politici sembrano essere molto meno consolidati rispetto al passato. E soprattutto racconta la crescita di un protagonista nuovo. Ismaele La Vardera, che fino a poco tempo fa rappresentava una presenza relativamente marginale nello scenario politico regionale, oggi viene indicato primo sia nella corsa alla presidenza sia, attraverso Controcorrente, nelle intenzioni di voto per le liste. Per Renato Schifani e per il centrodestra è un campanello d’allarme. La partita per Palazzo d’Orléans è ancora lunga, ma per la prima volta il presidente uscente si trova a inseguire.

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