Legambiente contro la ‘valorizzazione’ dell’isola Schola: “È già un valore immenso”

redazione

Legambiente contro la ‘valorizzazione’ dell’isola Schola: “È già un valore immenso”

Condividi su:

lunedì 10 Agosto 2026 - 15:00

Il dibattito sulla fruizione della laguna dello Stagnone torna ad accendersi. A intervenire è il Circolo Legambiente Marsala-Petrosino, che contesta l’idea di intervenire sull’isola Schola per renderla maggiormente fruibile dal turismo, rilanciata nelle scorse ore dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, prossimo candidato alla presidenza della Regione Siciliana, e dall’assessore comunale di Marsala Daniele Nuccio, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra. Secondo Legambiente, il rischio è quello di trasformare anche questo piccolo lembo di terra della laguna in una nuova attrazione turistica, nell’ottica di una politica che, sostiene l’associazione, finisce per considerare il turismo come «la panacea di tutti i nostri mali».

Tutelare l’ecosistema

«Diciamolo subito – precisa il Circolo – non siamo contrari al turismo e tantomeno alla fruizione dei luoghi naturali». Il problema, però, sarebbe rappresentato dalle modalità con cui questa fruizione viene immaginata. Per Legambiente, infatti, l’isola Schola «non deve essere valorizzata»: il suo valore, sostiene l’associazione, è già quello che possiede naturalmente all’interno dell’ecosistema dello Stagnone. L’isoletta, poco più grande di uno scoglio, ospita infatti una colonia di aironi guardabuoi, Egretta garzetta, specie inserita nella Direttiva Uccelli 2009/147/CE, oltre a diverse coppie di gabbiani reali, Larus michahellis. Sull’isola sono inoltre presenti due specie di rettili: il gongilo, Chalcides ocellatus, e la lucertola di Wagner, Podarcis waglerianus Gistel. Quest’ultima, sottolinea Legambiente, è una specie endemica della Sicilia, delle isole Egadi e dello Stagnone. Entrambe le specie di rettili, aggiunge l’associazione, sono tutelate dalle normative nazionali ed europee.

L’importanza della fauna

Ma a caratterizzare Schola non sarebbe soltanto la presenza della fauna. La vegetazione dell’isola, sottolinea ancora Legambiente, comprende ben 82 taxa vegetali, cioè gruppi di organismi classificati dai botanici sulla base di caratteristiche comuni e della parentela evolutiva. «Non sono erbacce – osserva il Circolo – perché in natura non esiste l’erbaccia». Da qui la critica più ampia alla modalità di fruizione turistica della Riserva dello Stagnone. Per Legambiente, l’area non può essere trasformata in un «enorme parco giochi» nel quale la tutela dell’ambiente finisca per soccombere agli interessi commerciali. L’associazione sostiene che esistano altri modelli di turismo naturalistico e invita a guardare a ciò che accade a pochi chilometri di distanza, nella Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco.

GUARDA IL VIDEO

È proprio l’esperienza delle saline, secondo Legambiente, a dimostrare che la tutela dell’ambiente può diventare essa stessa un elemento di attrazione. L’associazione cita in particolare la recente nidificazione dei fenicotteri, evento che ha attirato l’attenzione anche al di fuori della Sicilia. Un modello che, secondo il Circolo, dovrebbe essere preso come riferimento anche nella gestione delle altre aree naturali affidate all’ex Provincia regionale. L’appello è rivolto anche al presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, affinché, sostiene Legambiente, guardi all’esperienza della Riserva delle Saline di Trapani e Paceco nella gestione del patrimonio naturalistico. Il Circolo Marsala-Petrosino annuncia infine che continuerà a vigilare sulla situazione dello Stagnone e ad opporsi a quelli che considera nuovi tentativi di alterare l’equilibrio della riserva. «Non resteremo a guardare inermi l’ennesimo affronto alla Riserva dello Stagnone», afferma l’associazione, denunciando quella che definisce l’inerzia delle forze dell’ordine, dell’assessorato regionale Territorio e Ambiente e della magistratura. La conclusione è affidata a una frase che sintetizza la battaglia ambientalista annunciata dal Circolo: «Non smetteremo di combattere per lo Stagnone, convinti come siamo che prima o poi un Giudice a Berlino ci sarà».

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta