Porto di Favignana, l’ex sindaco Ernandez: “Un’opera nata con la nostra amministrazione e salvata dall’impegno di Forza Italia”

redazione

Porto di Favignana, l’ex sindaco Ernandez: “Un’opera nata con la nostra amministrazione e salvata dall’impegno di Forza Italia”

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sabato 20 Giugno 2026 - 17:41

La consegna dei lavori per la messa in sicurezza e l’ampliamento del porto di Favignana rappresenta un passaggio storico per l’arcipelago delle Egadi. Un traguardo che arriva al termine di un iter lungo e complesso, caratterizzato da passaggi amministrativi, confronti politici e numerosi ostacoli burocratici. A rivendicare la genesi e il percorso che ha condotto all’attuale fase realizzativa è Gaspare Ernandez, già sindaco di Favignana e segretario comunale di Forza Italia nelle Egadi, che ripercorre le tappe di una vicenda iniziata oltre vent’anni fa.

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La recente consegna dei lavori del porto di Favignana è stata presentata come un risultato atteso da decenni. Qual è la sua valutazione?

È certamente un risultato importante per Favignana e per tutti gli egadini. Tuttavia, ritengo doveroso ricordare che questo progetto non nasce oggi. Affonda le proprie radici nell’attività amministrativa della nostra giunta e nel lavoro politico che Forza Italia ha portato avanti negli anni per impedirne l’abbandono definitivo.

Quando prende forma il progetto del nuovo porto?

L’iniziativa nasce durante la mia amministrazione con l’elaborazione del nuovo Piano Regolatore del Porto di Favignana. L’incarico venne affidato a un gruppo di professionisti guidato dal professor Noli, tra i maggiori esperti italiani nel settore della portualità di piccola e media dimensione. Prima ancora della sua definizione definitiva, il progetto fu illustrato pubblicamente alla cittadinanza attraverso un confronto aperto, un metodo allora innovativo che suscitò grande interesse e consenso.

Quale fu la reazione del quadro politico locale?

Accanto all’entusiasmo della popolazione vi fu una forte opposizione politica. Non ricordo particolari proposte alternative sul piano progettuale; piuttosto emersero contestazioni di carattere burocratico e amministrativo che finirono per rallentare il percorso autorizzativo.

In quella fase furono reperite anche le risorse economiche necessarie?

Sì. Attraverso un intenso lavoro politico riuscimmo a ottenere dalla Regione Siciliana circa 16 milioni di euro destinati specificamente alla realizzazione dell’opera. Un finanziamento strategico che avrebbe consentito di avviare concretamente il rifacimento del porto.

Cosa accadde successivamente?

I cambiamenti intervenuti sia sul piano nazionale che regionale, insieme alla fine anticipata della nostra esperienza amministrativa, determinarono una sostanziale battuta d’arresto del progetto. Nel frattempo arrivarono alcune osservazioni da parte della Commissione VIA nazionale che richiedevano ulteriori approfondimenti. A mio giudizio, la nuova amministrazione comunale non mostrò la necessaria determinazione nel portare avanti l’iter.

Il progetto rischiò davvero di essere accantonato?

Assolutamente sì. A un certo punto la Regione Siciliana predispose persino la revoca del finanziamento destinato a Favignana per trasferirlo ad altre realtà. Fu allora che il gruppo consiliare di Forza Italia intervenne coinvolgendo i riferimenti regionali del partito e ottenendo la sospensione del provvedimento. Quello fu probabilmente il momento più delicato dell’intera vicenda.

Quanto fu determinante quell’intervento?

Fu decisivo. Senza quell’azione il rischio concreto era la perdita definitiva delle risorse economiche. La mobilitazione politica e la denuncia pubblica della situazione contribuirono a riattivare l’attenzione istituzionale e a costringere l’amministrazione comunale a riprendere formalmente il dialogo con il Ministero e con la Regione.

Da lì il progetto tornò a procedere?

Sì. Il confronto con la Commissione VIA venne riaperto e il percorso amministrativo riprese vigore. Si trattò comunque di un iter lungo e complesso, costellato da ulteriori difficoltà e rallentamenti. La costanza dell’azione politica di Forza Italia, sia a livello locale sia regionale, ha contribuito in maniera significativa a mantenere vivo il progetto fino all’esito positivo raggiunto.

La recente delibera della Commissione VIA rappresenta dunque il punto di svolta?

Senza dubbio. La decisione assunta nell’aprile scorso ha aperto definitivamente la strada alla realizzazione dell’opera. Oggi si entra nella fase concreta dei lavori, che richiederà impegno, capacità amministrativa e attenzione nell’esecuzione.

Che significato assume questo risultato per Forza Italia?

Per noi rappresenta la conferma di un percorso costruito nel tempo. Possiamo affermare con orgoglio che questa infrastruttura, così come altre opere significative realizzate nelle Egadi negli ultimi vent’anni – dal nuovo carcere al recupero dell’ex Stabilimento Florio – porta anche il segno dell’impegno costante degli amministratori e dei rappresentanti di Forza Italia, a livello locale, regionale e nazionale.

Qual è il suo auspicio per il futuro?

Che si completi finalmente un’opera attesa da generazioni di isolani e che il porto di Favignana possa diventare un’infrastruttura moderna, sicura e funzionale allo sviluppo economico, turistico e sociale dell’intero arcipelago.

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