Messina Denaro, perquisito l’ex primario di Castelvetrano. Era “Parmigiano” nei pizzini

redazione

Messina Denaro, perquisito l’ex primario di Castelvetrano. Era “Parmigiano” nei pizzini

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venerdì 19 Giugno 2026 - 11:18

Nuovo sviluppo nelle indagini sulla rete di relazioni che avrebbe sostenuto la lunga latitanza di Matteo Messina Denaro. Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, i carabinieri del Ros hanno eseguito una perquisizione nei confronti dell’ex primario dell’ospedale di Castelvetrano, Francesco Burrafato, 85 anni, il cui nome emergerebbe dagli accertamenti condotti sui pizzini e sulla corrispondenza sequestrata al boss mafioso.

L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare sul soprannome “Parmigiano”, più volte citato negli appunti scambiati tra Matteo Messina Denaro e la sorella Rosalia durante gli anni della latitanza. Già nei mesi scorsi gli inquirenti avevano evidenziato come nei pizzini il boss utilizzasse sistematicamente nomi in codice per indicare persone a lui vicine o soggetti ritenuti di fiducia. Tra questi compariva proprio il riferimento a “Parmigiano”, associato in alcuni passaggi a questioni economiche e a somme di denaro che sarebbero dovute transitare attraverso intermediari. La perquisizione rientra nell’attività investigativa finalizzata a ricostruire la rete di sostegno che per decenni ha consentito al capomafia di Castelvetrano di sottrarsi alla cattura. Al momento non risultano contestazioni definitive né provvedimenti cautelari nei confronti dell’ex medico, ma gli accertamenti puntano a verificare l’effettiva identità delle persone indicate con i soprannomi utilizzati dal boss e il loro eventuale ruolo nella gestione dei rapporti e degli interessi riconducibili a Messina Denaro.

L’inchiesta si inserisce nel più ampio filone investigativo che, dopo l’arresto del boss avvenuto nel gennaio 2023 e la sua successiva morte, continua a fare emergere nuovi elementi sulla rete di favoreggiatori, professionisti e conoscenti che avrebbero garantito supporto logistico, sanitario ed economico al capomafia durante la sua lunga irreperibilità.

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