Liu Bolin, l’artista cinese celebre per gli scatti fotografici in cui si mimetizza totalmente con l’ambiente circostante approda con una performance pubblica venerdì 19 dalle 16:00 alle 17.30 al Parco Archeologico di Selinunte. Da oltre vent’anni l’artista celebre in tutto il mondo come The Invisible Man, utilizza il proprio corpo come una tela vivente, mimetizzandosi con grande precisione all’interno di paesaggi, monumenti e scenari urbani. Non un semplice trucco ottico, ma un gesto artistico che interroga il rapporto tra individuo e società, tra presenza e assenza, tra memoria e identità. A Gibellina e nel suo territorio, Bolin ha individuato alcuni scorci emblematici tra la città nuova, il Grande Cretto e le rovine di Poggioreale, per poi estendere il lavoro all’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il progetto dal titolo Macerie, realizzato con Galleria Gaburro, si articola in una serie di scatti e installazioni fotografiche, costruendo un ponte ideale tra due città colpite dal terremoto, entrambe impegnate a ricostruire la speranza attraverso l’arte.
Liu Bolin, ancora una volta, non si limiterà a utilizzare lo sfondo come elemento scenografico. Al contrario, ne diventerà parte integrante, fino a dissolversi al suo interno. Il processo è tanto affascinante quanto meticoloso. Ore di body painting che coinvolgono gli spettatori trasformano il corpo dell’artista in una prosecuzione delle superfici che lo circondano. Pietre, foglie, colori, ombre e dettagli architettonici vengono riprodotti sulla pelle fino a generare l’illusione perfetta. Delle performance pubbliche sarà realizzata una serie fotografica che sarà presentata con una mostra in programma a novembre al MAC, Museo d’arte contemporanea “Ludovico Corrao”.