Bilancio approvato tra tensioni e accuse, i consiglieri: “Giunta assente, ordine di scuderia”

redazione

Bilancio approvato tra tensioni e accuse, i consiglieri: “Giunta assente, ordine di scuderia”

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giovedì 14 Maggio 2026 - 16:13

Si chiude tra polemiche durissime e accuse politiche l’ultima fase dell’esperienza amministrativa del sindaco di Marsala Massimo Grillo. A intervenire, con una nota congiunta, sono i consiglieri comunali Gabriele Di Pietra, Leo Orlando, Piergiorgio Giacalone, Piero Cavasino, Eleonora Milazzo, Flavio Coppola, Mario Rodriquez, Antonio Vinci e Daniele Nuccio, che definiscono “surreale” l’ultima seduta del Consiglio comunale dedicata all’approvazione del bilancio. Secondo quanto riferito dai firmatari, il giorno precedente parte della giunta avrebbe assicurato la propria presenza in aula per rispondere alle domande poste dai consiglieri. Un confronto che, però, non si sarebbe mai concretizzato. Nel mirino anche l’assessore al Bilancio, accusato dagli esponenti consiliari di aver dichiarato in aula: “Io non conosco il bilancio”.

Nonostante il clima teso e l’assenza di gran parte della maggioranza, i consiglieri spiegano di avere comunque proceduto all’approvazione degli atti propedeutici e dello strumento finanziario “con senso di responsabilità”, per consentire agli uffici comunali di proseguire rapidamente con gli adempimenti successivi all’adozione del bilancio. La critica più pesante riguarda però quella che viene definita “la cosa più grave” emersa durante la seduta: un presunto “ordine di scuderia” impartito dal sindaco alla giunta, invitata – secondo i consiglieri – a disertare i lavori d’aula per evitare il confronto con il Consiglio comunale sulle rispettive deleghe amministrative. Per i firmatari della nota, il primo cittadino sarebbe “il vero responsabile politico di questo fallimento”, accusato di aver guidato una giunta “inadeguata, incompetente e impreparata”. I consiglieri rivendicano infine di avere evitato, insieme agli altri gruppi presenti in aula, che l’approvazione degli strumenti finanziari avvenisse per mano di un commissario ad acta. “Si conclude così, nel peggiore dei modi, l’esperienza amministrativa dell’Amministrazione Grillo”, concludono nella loro nota.

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