È partita su Avaaz una petizione per dire NO al mega impianto eolico offshore previsto al largo delle isole Egadi e SÌ a un eolico davvero sostenibile, rispettoso del territorio, dell’ambiente e delle comunità locali. La società Renexia, del gruppo Toto, intende realizzare a circa 46 km da Marettimo quello che viene presentato come il più grande impianto eolico offshore d’Europa. Il progetto, denominato Med Wind, è suddiviso in quattro impianti (Tramontana, Scirocco, Grecale e Maestrale) e occuperebbe una superficie marina complessiva di circa 945 km²: l’equivalente di tre volte l’isola di Malta o 132.000 campi da calcio. L’impianto prevede l’installazione di 190 torri eoliche, alte 228 metri sul livello del mare, con un diametro del rotore di 295 metri. Dimensioni mastodontiche che, come evidenziato da numerosi esperti, avrebbero un impatto irreversibile su uno degli ecosistemi più delicati e preziosi del Mediterraneo.
Non contro l’eolico, ma contro un progetto mostruoso
L’Associazione “E” lo ribadisce con forza: “Non siamo contro l’energia eolica. Al contrario, riteniamo le rinnovabili fondamentali per la transizione energetica. Siamo però fermamente contrari a un impianto dalle dimensioni spropositate, che rischia di compromettere per sempre: le rotte di milioni di uccelli migratori, la vita di cetacei e tonni, il traffico navale, che verrebbe concentrato in modo pericoloso in una zona ristrettissima, il paesaggio, con pale visibili dal panorama unico delle Egadi, la biodiversità marina, le correnti, la pesca, la salute umana e l’aumento di microplastiche. Immaginate 190 pale eoliche a devastare l’orizzonte in quello che sta per diventare, per il mondo intero, il paesaggio mitico di “Itaca” e il set cinematografico a cielo aperto dell’Odissea di Christopher Nolan. Le Egadi rischiano di perdere per sempre il loro bene più prezioso: l’unicità del paesaggio, che oggi rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo, turismo e lavoro”.
Nessun beneficio per le Egadi
La beffa finale è che neanche un watt dell’energia prodotta sarà destinato alle isole Egadi. Un cavidotto porterà l’energia direttamente in Sicilia per immetterla nella rete nazionale, mentre le isole continueranno a dipendere da una centrale elettrica a gasolio altamente inquinante, ancora oggi principale fonte di energia locale. Le domande sono inevitabili: quali benefici per le Egadi? Quali vantaggi per le comunità costiere e i pescatori siciliani? Quale risparmio in bolletta? Quante centrali inquinanti in meno sul territorio?
Il ricatto occupazionale
“La società parla di posti di lavoro, ma si tratta del classico specchio per le allodole. Di che tipo di occupazione parliamo? Per quanto tempo? E a quale prezzo? Quanti posti di lavoro verrebbero invece persi a causa dell’impatto negativo su: pesca, turismo, sicurezza della navigazione, rischio di incidenti e sversamenti vicino alla costa. Ancora una volta, il bisogno di lavoro viene usato come ricatto per depredare le risorse più preziose di un territorio. Un insulto alle comunità siciliane” afferma chi ha lanciato la petizione.
Un progetto che viola il principio di precauzione
Il progetto presenta gravi criticità e viola in modo evidente le normative sulla: protezione ambientale, tutela dell’avifauna, occupazione dello spazio marittimo, applicazione del principio di precauzione. “È vero: l’iter autorizzativo è ancora in corso. Ma è adesso che va fermato”. I Comuni della fascia costiera della provincia di Trapani, a partire dal Comune di Favignana – Isole Egadi, hanno già espresso un parere nettamente negativo. Tuttavia, le comunità locali non hanno diritto di veto. Per questo si chiede l’intervento: del Presidente della Repubblica, del Presidente della Regione Siciliana, della Capitaneria di Porto di Trapani, del Ministero della Transizione Ecologica affinché “non vengano rilasciate le autorizzazioni e il progetto venga rigettato così com’è, favorendo invece impianti più piccoli, diffusi e sostenibili, realmente compatibili con il territorio e utili alle comunità”.
Nasce il Comitato: agire ora
Per questo è nato un Comitato promosso da liberi cittadini delle isole Egadi, che dice chiaramente:
- NO al mega impianto eolico offshore delle Egadi
- SÌ a un eolico sostenibile
- NO al capitalismo predatorio travestito da “green”
- SÌ a una vera rivoluzione verde al servizio delle comunità locali
Gli investimenti in energia pulita sono essenziali per il nostro futuro. Ma non possono calpestare i territori né sacrificare le comunità. Per approfondire le criticità del progetto, sono disponibili le osservazioni elaborate da diversi soggetti interessati:
https://drive.google.com/drive/folders/1wl8q5HeqBwZIujrAYqcR5MxYucLdp8A2?usp=sharing