E’ stato bello finchè è durato

Vincenzo Figlioli

Punto Itaca

E’ stato bello finchè è durato

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mercoledì 14 Gennaio 2026 - 06:40

E’ stato bello finchè è durato. Anzi, è stato bellissimo. Pochi tra noi avrebbero immaginato di poter vedere Trapani approdare in Europa attraverso uno degli sport di squadra più popolari e praticati sul territorio, con una squadra composta da campioni come Alibegovic e Ford che farebbero parte dei quintetti titolari dei top club continentali e un allenatore come Repesa, tra i più vincenti degli ultimi decenni.

E’ stato bellissimo, dicevamo. Anche perchè, per alcuni mesi una provincia storicamente divisa da campanilismi e rivalità ha sentito l’orgoglio di appartenere a una grande comunità, portando in giro per i più prestigiosi palazzetti italiani ed europei un nome che da tempo sogna un riscatto sportivo, civile e culturale.

E’ stato bellissimo, ma terribilmente effimero. Per l’ennesima volta questo territorio è stato sedotto e abbandonato. E’ vero, non si era arrivati mai a questi livelli. Ma i classici della letteratura (e le leggi della fisica) insegnano che più elevato è il volo, più devastante è la caduta, specie se non c’è un paracadute. Verosimilmente, i prossimi mesi saranno scanditi ancora dai proclami social del signor Antonini, che proseguirà la sua battaglia giudiziaria e dialettica contro tutti: la federazione, l’amministrazione Tranchida, i creditori, la stampa…

Manca ancora qualche tassello per completare il puzzle di questa dolorosa vicenda, ma la sensazione è che si sia trattato quantomeno di un colossale bluff, che dopo l’orgoglio e le gioie iniziali ha fatto ripiombare la provincia di Trapani in una narrazione nazionale (e internazionale) ben poco gratificante, che la vede ancora una volta rappresentata come una terra in cui non si riesce a fare sport ad alti livelli con radici solide, come invece avviene a Milano, Bologna o Napoli. Non era quello di cui avevamo bisogno e, sicuramente, non lo meritavano i tanti tifosi trapanesi, che hanno seguito con entusiasmo i loro beniamini, confidando in un epilogo diverso.

Adesso c’è da aspettarsi che arriverà il mondo politico, con parole rassicuranti e la promessa di un rinnovato impegno per riportare il basket a Trapani, con un’altra società. Non sarà facile riportare entusiasmo e credibilità, ma è doveroso provarci, perchè la fine di questa storia è stata talmente brutta da meritare un adeguato riscatto. L’auspicio è che lo si faccia con un progetto chiaro e trasparente, capace di guardare agli interessi del territorio e non alle ambizioni personali di nuovi salvatori della patria. Questo territorio non ha bisogno di avventurieri senza scrupoli, ma di persone di cui potersi fidare.

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