Lo Chef Natale Giunta vieta nel suo locale i “maranza” ed è subito polemica. VIDEO

redazione

Lo Chef Natale Giunta vieta nel suo locale i “maranza” ed è subito polemica. VIDEO

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sabato 10 Gennaio 2026 - 14:25

Lo chef Natale Giunta, noto per aver denunciato i suoi estorsori e titolare di Citysea, locale che in due anni è diventato un punto di riferimento, oltre che della cucina gourmet, anche della movida dei giovani palermitani, dai suoi social, lancia una provocazione: un divieto di ingresso per quelli che definisce “maranza”, auspicando che il suo gesto sia imitato da altri colleghi. “Da oggi esce il primo divieto ufficiale di Citysea” – afferma Giunta nel video girato davanti all’ingresso del locale che si trova al Molo Trapezoidale di Palermo, mostrando un cartello con il classico cerchio barrato e una sagoma di un uomo barbuto all’interno. “L’accesso qui è vietato – scrive Giunta a commento del video -. La tua presenza non è benvenuta, se indossi una tuta lucida imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, una borsa Gucci non autentica, e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama il discutibile stile Gomorra. Sei invitato a non entrare nei miei locali”.

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Un gesto forte per esprimere un disagio ormai radicato e manifestare stanchezza verso un tipo di utenza che “… esce e si reca nei locali per fare risse – afferma Natale Giunta -. Siamo stanchi di cacciarli continuamente e di subire le loro reazioni spropositate tutte le volte che non li facciamo entrare, e di essere costretti a fare intervenire le volanti delle forze dell’ordine. Abbiamo la licenza di pubblica sicurezza per gli eventi e gli spettacoli e dobbiamo garantire la sicurezza e il divertimento dei nostri clienti. I locali in città stanno soffrendo questa escalation di violenza, probabilmente alimentata da certi modelli televisivi che hanno cassa di risonanza sui social e si riconoscono in un certo tipo di abbigliamento simbolico”.

L’appello ai colleghi

Lo chef Giunta conclude con un appello ai colleghi: “Questi soggetti vanno nella movida, non per stare bene, ma per fare risse e poi il questore sequestra a noi le attività. Vorrei che altri gestori si unissero a questo divieto d’ingresso provocatorio, isolando pregiudicati e violenti di ogni genere. Scoraggiamo la cultura di Gomorra che genera violenza. Facciamolo diventare un messaggio forte come quello di Addio Pizzo. Diciamo ad alta voce: Basta se sei violento non ti vogliamo!”.

Non mancano le polemiche

Sul web, alla notizie, non sono mancate le polemiche di chi afferma che la provocazione sia “un pò troppo”. Perchè il divieto di accesso a determinate persone più che ad altre, come si fa a comprenderlo? In Sicilia molti ragazzi che si vestono in un certo modo, sia locali che non, ma che sono educati, sono tanti, oggi. E in questo modo si farebbe solo confusione col rischio di non fare entrare alcune tipologie di persone. Insomma, se l’abito non fa il monaco… ci pensa il cartello di Natale Giunta.

Ma chi sono i maranza?

Maranza è un termine dello slang giovanile italiano che oggi identifica gruppi di ragazzi/e che adottano uno stile di vita, un abbigliamento vistoso con griffe – false o meno – un linguaggio specifico decisamente volgare e atteggiamenti da strada spavaldi e talvolta aggressivi, spesso legati alla cultura trap e alla vita di periferia, e che può avere connotazioni negative o essere usato in senso ironico o di identificazione culturale, con radici nel gergo milanese e legami con fenomeni sociali di marginalità. L’Accademia della Crusca dice: “Una buona parte di coloro che si (auto)definiscono maranza è composta da giovani italiani di seconda generazione di origine nordafricana e ragazzi nordafricani immigrati in Italia. Ciò ha favorito la proliferazione di pregiudizi e di contenuti mediatici di carattere razzista. L’uso di maranza riferito a persone di origine nordafricana potrebbe rispecchiare la semantica originale del termine, niente affatto priva di connotazioni razziste… maranza non è affatto un neologismo: a partire dagli anni Ottanta il sostantivo, usato talvolta anche con valore aggettivale, è attestato nel lessico giovanile, specialmente di area settentrionale, con il significato di ‘tamarro, coatto’. Con tale significato è stato registrato anche in alcuni repertori di linguaggio giovanile degli anni Novanta e Duemila. Se prima il referente di maranza era il tamarro, legato al mondo della musica dance e dei locali notturni, oggi il “tipo-maranza” è qualcosa di leggermente diverso. È a partire dal 2019 che il sostantivo sembra aver iniziato a cambiare denotazione nell’uso delle nuove generazioni, grazie alla mediazione dei social network”.

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