Dopo la nota di Marsala Futura, a seguito dell’avviso pubblico di alienazione di alcuni beni di proprietà del Libero Consorzio di Comuni, il Podere Badia è finito al centro di un pubblico dibattito perchè si trova propria nel listone degli immobili da mettere in vendita. Con una nota inviata alla Provincia e ai deputati regionali trapanesi, il sindaco Massimo Grillo esprime il suo dissenso sulla scelta: “Ho appreso dalla stampa, nonché da una lettera aperta del dottor Leonardo Curatolo, che il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha assunto una decisione che mi ha sorpreso. Inserire nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari anche il Podere Badia di Marsala, di fatto, mettere in vendita il suddetto bene, è una scelta che non condivido, come sindaco e come cittadino. Le motivazioni le ha ben riassunte il dottor Curatolo, di cui, altresì, condivido le preoccupazioni”.
“Aggiungo che in una città fortemente vinicola qual è Marsala, il Podere Badia rappresenta non solo un valore agricolo, ma anche un presidio storico-culturale di grande rilievo, legato alla tradizione rurale e vitivinicola del territorio – continua Grillo -. Esso costituisce una testimonianza identitaria della nostra comunità, della sua memoria produttiva e del suo sviluppo, e pertanto non può essere sottratto, tout court, al patrimonio pubblico senza una seria analisi dei rischi connessi alla sua vendita a privati e alle conseguenze dello spossessamento del bene da parte della Pubblica Amministrazione: prima fra tutte, il depauperamento di un territorio. A tal fine, invito i parlamentari regionali eletti in provincia di Trapani, a concordare l’occasione per un confronto in merito, tenuto conto altresì della valenza didattica del Podere Badia, di cui fruisce l’Istituto Agrario “Abele Damiani”.
Il Partito Democratico di Marsala esprime forte preoccupazione e netta contrarietà alla decisione del Libero Consorzio Comunale di Trapani di mettere in vendita il Podere Badia, storica azienda agricola dell’Istituto Agrario “Abele Damiani”, un’area di circa 200 mila metri quadrati che rischia di uscire definitivamente dalla disponibilità pubblica. “La vendita del Podere Badia rappresenta un grave errore politico e culturale – dichiara il PD – perché significa sacrificare un presidio educativo, agricolo e identitario per fare cassa, aprendo la strada a possibili speculazioni su uno degli ultimi polmoni verdi della città”. Pur prendendo atto dell’annuncio del sindaco Grillo di voler contrastare la vendita, il PD critica duramente il metodo proposto dal primo cittadino, che ha ipotizzato un confronto ristretto ai soli parlamentari regionali. “È inaccettabile un approccio elitario su una questione che riguarda l’intera comunità – afferma il PD –. Escludere dirigenti scolastici, associazioni, sindacati e società civile significa svuotare di senso qualsiasi percorso di partecipazione”.
Il PD solleva inoltre una questione di coerenza politica che investe direttamente l’amministrazione comunale. “Colpisce – sottolineano i democratici – che il sindaco Grillo invochi solo i deputati regionali e ignori completamente la deputata nazionale del collegio di Marsala, Marta Fascina, espressione della stessa coalizione di centrodestra che lo sostiene”. “Dal 2022 la Fascina è politicamente assente dal territorio – incalza il PD –. È questo il peso che la maggioranza di Grillo porta a Roma per difendere Marsala?”. Secondo il Partito Democratico, il futuro del Podere Badia non può essere deciso in riunioni riservate, ma deve nascere da un confronto pubblico e partecipato: “La scuola e l’agricoltura vanno ascoltate, non scavalcate“. Il PD ribadisce che esistono alternative concrete alla vendita per valorizzare il Podere Badia come spazio formativo, ambientale e sociale, a beneficio degli studenti e dell’intera città, in una visione di sviluppo sostenibile e “green”. Le richieste del Partito Democratico di Marsala sono chiare: ritiro immediato del bando di vendita del Podere Badia, convocazione di un tavolo aperto e inclusivo con scuole, associazioni, sindacati e cittadini, chiarezza politica del sindaco sui rapporti con i rappresentanti nazionali della sua maggioranza. Infine, l’appello alla cittadinanza: “Se non ci sarà una reale apertura alla città, il PD promuoverà una grande raccolta firme e una mobilitazione popolare. Il Podere Badia è un bene comune e non permetteremo che venga trattato come una merce o come un affare di pochi”.