Marsala: a due passi dal centro nè asfalto, nè luce, l’acqua piovana ‘mangia’ le case: “Siamo dimenticati”

Claudia Marchetti

Marsala: a due passi dal centro nè asfalto, nè luce, l’acqua piovana ‘mangia’ le case: “Siamo dimenticati”

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giovedì 08 Gennaio 2026 - 06:00

C’è una parte di Marsala che da anni sembra sospesa nel tempo, dimenticata dalle istituzioni e invisibile agli occhi di chi amministra la città. È l’area delle vie Bertolino e Rubino e delle traverse di via Colajanni, strada che collega via Vita con via Dante Alighieri (ex Circonvallazione), a pochissimi passi dal centro urbano. Una zona che, nonostante la posizione strategica, continua a vivere una condizione di grave degrado, denunciata più volte dai residenti e già raccontata anche in passato, senza che però nulla sia realmente cambiato. Qui le strade non sono asfaltate, mancano i pali della pubblica illuminazione, le fognature e qualsiasi infrastruttura degna di una città moderna. Quando piove, la situazione diventa drammatica: la carreggiata si trasforma in un pantano impraticabile e l’acqua piovana, anziché defluire, finisce per infiltrarsi sotto le abitazioni, mettendo a rischio la sicurezza delle famiglie che vi risiedono.

Le segnalazioni inascoltate al Comune di Marsala

Da anni, la risposta del Comune di Marsala è sempre la stessa: si tratterebbe di strade private, e dunque l’Amministrazione non potrebbe intervenire. Una “scusa”, sembrerebbe, che però lascia spazio a forti dubbi, anche alla luce di quanto avvenuto in passato. Sotto l’Amministrazione comunale guidata da Alberto Di Girolamo, infatti, erano stati eseguiti alcuni lavori ai tombini, proprio per cercare di convogliare e smaltire l’acqua piovana. Un intervento che, di fatto, sembra smentire l’idea di un’area totalmente estranea alla competenza comunale. Oggi, però, quei tombini risultano del tutto insufficienti. L’acqua piovana si accumula, supera ormai la griglia della catedoia e resta in superficie, aggravando una situazione già precaria. Ma il problema non è solo l’allagamento.

Voce agli abitanti

“Qui peraltro – ci spiega un cittadino residente, il signor Antonino Crescione – il sottosuolo è tutto cavernoso, quindi con le piogge si potrebbero creare delle voragini che metterebbero a repentaglio le nostre case e la nostra incolumità. Ricordate quella enorme voragine ad Amabilina? Siamo proprio nelle vicinanze e con le stesse condizioni. Il problema è che ad oggi i tombini si riempiono d’acqua piovana che supera ormai la griglia della catedoia. Il Comune non si è mai interessato di questa zona della città, non ha mai acquisito la strada, benché in tanti sappiano di quello che succede qui”. Parole che raccontano un disagio profondo e una paura concreta, quella di vedere compromessa non solo la qualità della vita, ma anche la sicurezza delle abitazioni e delle persone. In una città che parla di sviluppo, decoro urbano e rilancio, esistono ancora quartieri che sembrano davvero “dimenticati da Dio”, lasciati soli a fronteggiare problemi che si trascinano da decenni. I residenti chiedono risposte, chiarezza sulla natura delle strade e, soprattutto, interventi concreti. Perché vivere a due passi dal centro non può e non deve significare essere cittadini di serie B.

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