Un Piano della Riserva dello Stagnone è stato presentato su un progetto dell’Amministrazione comunale di Marsala, redatto da Carlo Pollaci, che mercoledì pomeriggio, al Santuario di Birgi dell’Opera di Fatima, ha chiamato in raccolta residenti, gestori di strutture ricettive, operatori economici, scuole di kite e associazioni ambientaliste. Quello che è venuto fuori dal dibattito, al momento, è una grande confusione. O almeno questo è il sentore. “C’è la necessità di procedere ad una pianificazione per tutelare la natura dei luoghi e al contempo venire incontro a chi ha attività commerciali nella zona” dice il sindaco di Marsala che preannuncia, assieme al dirigente Benedetto Mezzapelle, che l’iter dell’approvazione del Piano sarà complesso. E lungo.
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Il Piano chiarisce quali sono le zone A (isole e specchio d’acqua) e le zone B (costa), che la Riserva si estende per 420 ettari, che ci sono dei vincoli paesaggistici come i 150 metri dalla battigia in cui non è concesso costruire e che ci sono dei siti particolarmente tutelati che fanno parte della “Rete Natura 2000”. In queste zone possono essere realizzate tutte le attività volte alla tutela dell’ecosistema: la valorizzazione delle torri San Teodoro, dei solarium, della ciclovia, il restauro dell’impianto dismesso di acquacoltura. “Solo la viabilità non è modificabile” afferma Pollaci. E’ possibile, ma al momento è solo una proposta, creare un albergo diffuso, ristrutturare vecchi immobili, promuovere soste per le bici e aree per accogliere animali di affezione. In questo modo si può ripristinare il flusso delle bocche nord oltre che la riforestazione in atto della posidonia. Ma la Riserva paga una sorta di sciacallaggio. Ne abbiamo scritto più volte: il litorale dello Stagnone è poco curato, la ciclabile è rovinata con auto e mezzi vari che la attraversano come se nulla fosse, c’è un’evidente erosione costiera, la zona viene presa d’assalto, soprattutto nella stagione estiva, da migliaia di visitatori e turisti, in maniera sconsiderata la musica è alta e supera i limiti consentiti nelle zone protette, c’è scarsa pulizia, sia del verde pubblico che sul fronte dei rifiuti, non c’è una chiara regolamentazione del campo in cui i kitesurf possono allenarsi e gareggiare, manca una cartellonistica adeguata per le scuole di kite e le attività turistiche, per non parlare dell’eccessivo proliferare di chioschi senza regole. Insomma siamo all’anno zero.
Come dice il sindaco Massimo Grillo, bisogna trovare un punto in Comune con le attività economiche della zona che, di contro, devono rispettare i vincoli già esistenti e che confluiranno nel Piano di gestione. Durante l’incontro a Birgi però, gli operatori turistici non potevano non essere sul piede di guerra. Quello che hanno lamentato è una sorta di proibizionismo alla libertà di svolgere il loro lavoro, in particolare da parte delle associazioni che chiedono regole ferree per la tutela dello Stagnone. Ma anche i residenti si scagliano contro le attività del posto, stanchi del caos che si crea in determinati periodi dell’anno. Insomma il dibattito è ancora aperto. E sarà infuocato.
Immagino che non si troverà alcuna soluzione, volendo salvare capre e cavoli per opportunismo, la situazione sarà sempre più tesa con l’insoddisfazione di tutti. La situazione è chiara, essendo una zona soggetta a vincoli sia i residenti che gli operatori delle varie attività devono regolare i propri interessi alle.norme che esistono, perché esistono anche se per comodità vorremmo ignorarle. Inoltre credo che i turisti, intorno ai quali ruotano troppi interessi, si rendano conto per primi dei controsensi che questo territorio vive. Dobbiamo decidere se la riserva è un bene da tutelare e quindi impegnarci tutti in questo senso evitando che per alcuni i vincoli esistano e per altri no. Nei vari territori protetti italiani le attività turistiche prosperano nel rispetto dell’ambiente, anzi lo tutelano perché è motivo di richiamo per i visitatori. Non voglio credere che da noi non si riesca ad immaginare nulla di meglio di chioschi e discoteche a cielo aperto per ” lavorare” nel settore turistico. Se vogliamo che i visitatori aumentino dobbiamo offrire servizi, accoglienza, attenzione, rispetto per quanto di bello la natura ci ha offerto. Non guasterebbe ” prezzi modici”